Novità sui Corsi di Formazione    Il 9 giugno alla libreria Rinascita di Brescia alle ore 17,30 presentazione di Tutela la salute     Risultano presentati già tre disegni di legge per la reintroduzione dell'obbligo vaccinale per le scuole

La legge sulla libera professione dei medici è di “favore” e nasce come “scambista”

Pubblicato su Quotidiano Sanità in data odierna.

La questione della libera professione dei medici dirigenti torna periodicamente a essere al centro dell’attenzione. In una bella e articolata “lettera al direttore”  il dottor Maurizio Nazari cita una passo del mio libro “Tutela la salute: il diritto alla salute negato, privatizzato e mercificato” (Imprimatur, 2017) proprio sulla questione. Scrive Nazari:
«il giurista Luca Benci nel suo utile e bel libro ‘Tutela la salute’ afferma: “Non è la mancanza di controlli che genera il problema: è l’istituto della libera professione il problema” (p. 67). Anche se poco dopo mitiga l’affermazione “In tutta onestà intellettuale non è certo possibile attribuire alla libera professione dei medici il problema delle liste d’attesa, visti i problemi strutturali e di definanziamento che ci sono stati e ci sono attualmente”». Continua

Cassazione. Confermata condanna per omicidio colposo a infermiere che aveva dato un codice verde anziché giallo al pronto soccorso

Pubblicata su Quotidiano sanità in data odierna.

Premessa
Ennesima sentenza della Cassazione (IV sezione penale, sentenza 10 aprile 2017, n. 18100) di riconoscimento di responsabilità inerente l’operato di un infermiere al triage del pronto soccorso dove viene in essere, ancora una volta, la sottovalutazione del codice di triage – verde in luogo di giallo – e di tutto quello che ne consegue in seguito alla sottovalutazione del codice colore.
Il paziente decede in seguito al mancato trattamento al pronto soccorso.
Questa volta troviamo un elemento di novità relativo a una ulteriore sottovalutazione che risulta nuova rispetto ai precedenti: la sottovalutazione della familiarità risultante dall’anamnesi.

Continua

Tutela la salute: la recensione di Ivan Cavicchi

Ringrazio Ivan Cavicchi per la recensione pubblicata ieri su Quotidiano sanità dal titolo “Ecco perchè tutti dovrebbero leggere il libro di Benci”

Vorrei che tutti leggessero il libro appena pubblicato di Luca Benci“Tutela la salute” (imprimatur Reggio Emilia 2017) perché l’analisi che ci propone ha tre pregi:
• l’attualità con le questioni che sono sul tappeto
• la lucidità sovra-ideologica di chi guarda alla sanità con laicità e disincanto
• la competenza professionale
Luca Benci è un giurista molto bravo cioè uno che certamente legge il mondo attraverso le sue leggi, ma in particolare che legge la sanità come “uno studioso e lavoratore di diritto” (definizione di giurista).  Continua

Tutela la salute: la recensione di Daniele Rodriguez

Ringrazio Daniele Rodriguez per la bella recensione di “Tutela la salute” (Imprimatur, 2017) pubblicata sulla Città invisibile del 21 aprile 2014

Il titolo del libro “Tutela la salute” testimonia l’appassionato approccio dell’Autore, Luca Benci, all’articolo 32 della Costituzione, che attribuisce alla Repubblica la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività. Il sottotitolo “Il diritto alla salute negato, privatizzato, mercificato”, pur perfettamente aderente agli argomenti del testo, è francamente riduttivo: non consente infatti di cogliere la progressione dell’analisi e la scansione logica che collega le varie aree tematiche affrontate nel volume. Piace riprendere un’espressione adottata dall’Autore nella sua presentazione: regressione del diritto fondamentale della salute. L’espressione coglie il processo involutivo che ha coinvolto il diritto alla salute, dopo il suo – comunque tardivo rispetto alla carta costituzionale – riconoscimento attraverso il servizio sanitario nazionale. Anche questa espressione pare tuttavia imperfetta, perché il processo di regressione è iniziato prima della compiuta affermazione del diritto. Continua

Il suicidio assistito di Davide Trentini: italiano “migrante di diritti”

Ancora una volta è stato necessario migrare all’estero per trovare una morte dignitosa. Davide Trentini ha cercato asilo in Svizzera per trovare fine alle sue sofferenze. Il disegno di legge sulle disposizioni anticipate di trattamento (DAT e non quindi testamento biologico) anche se vedesse la luce non risolverebbe comunque il problema. Suicidio assistito e eutanasia rimarrebbero reato e punito dal codice penale.

La mia intervista su Controradio Firenze.

Mia intervista su Tutela la salute

Cesare Fassari, direttore di Quotidiano sanità, mi intervista sull’uscita di Tutela la salute. Uscita oggi.

“L’immagine del Ssn più equo del mondo, ormai è un paravento. La nostra sanità pubblica sta andando a picco”.
L’ultimo libro di Luca Benci

“Rischiamo un ridimensionamento del nostro Servizio sanitario nazionale e una sua riduzione al “pavimento” (pavimento è qualcosa che si colloca in basso) di diritti. Nei primi anni novanta ci provò l’allora ministro De Lorenzo a riattivare delle ‘mutue volontarie’ che avrebbero permesso addirittura la mancata iscrizione al Servizio sanitario nazionale. Oggi rischiamo invece di avere un doppio livello di prestazioni erogabili: una parte fruibili per tutti e una parte destinate a chi le può acquistare”

Cesare Fassari, direttore di Quotidiano sanità, mi intervista sull’uscita di Tutela la salute.

  1. Diritto alla salute, negato, privatizzato e mercificato. Questo il sottotitolo del suo ultimo libro. Ma le cose stanno veramente così?

Il sottotitolo del libro segue il titolo che è Tutela la salute, non a caso la citazione della Costituzione. Nell’ambito del diritto alla salute molto è stato fatto negli scorsi decenni per l’attuazione del principio costituzionale e gravi sono rimaste alcune carenze. Negli ultimi anni in nome della “sostenibilità” del Servizio sanitario nazionale una parte dei diritti acquisiti precedentemente, sono sotto attacco e i meccanismi – perché di tali si tratta – di negazione, privatizzazione e mercificazione si sono intensificati. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e la retorica del Servizio sanitario più equo del mondo è ormai un paravento che nasconde realtà che sono sotto gli occhi di tutti. In particolare il fenomeno del c.d. undertreatment che consiste nelle sempre più ampie zone di non cura: una parte dei cittadini che rinuncia a curarsi per motivi economici. Se il diritto alle prestazioni sanitarie è subordinato – in parte ovviamente – alla capacità di acquisto si trasforma la salute in una “merce” acquistabile al pari di altri beni. Non è retorico sottolinearlo. Continua

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge “Gelli” e i nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA)

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale  la legge Gelli
Legge 8 marzo 2017, n. 24
“Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale del personale sanitario”

Legge Gelli 24 2017 gazzetta copia

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Dopo un lungo travaglio sono stati pubblicati sabato 18 marzo in Gazzetta Ufficiale
i nuovi LEA.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
 12 gennaio 2017
Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502

                                                 LEA 2017 Gazzetta Ufficiale copia

La contenzione è lecita solo per motivi cautelari. Le motivazioni della sentenza di appello sul caso Mastrogiovanni, morto dopo tre giorni e mezzo di contenzione

Pubblicata su Quotidiano Sanità.

La vicenda giudiziaria di Francesco Mastrogiovanni – “il maestro più alto del mondo” – rappresenta il processo più importante di sempre su un caso di morte da contenzione fisica e che coinvolge ben 18 persone tra medici (cinque) e infermieri (tredici).
In pratica tutta l’equipe assistenziale del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) dell’ospedale di Vallo della Lucania.
La storia è stata coperta ampiamente da un punto di vista mediatico fino a arrivare alla produzione del docufilm “87 ore” della regista Costanza Quatriglio costruito anche dalle immagini della videosorveglianza del reparto.
Ci eravamo già occupati su queste pagine della sentenza di primo grado che aveva visto la condanna per sequestro di persona, ex art. 605 cp, e come morte come conseguenza di altro delitto, ex art. 586 cp, a carico dei medici del reparto e l’assoluzione degli infermieri. Continua

Commento alla prima stesura del Codice deontologico Ipasvi 2016

Pubblicato il 4 marzo su Quotidiano Sanità

La prima stesura del codice deontologico (d’ora in poi Codice) della Federazione Ipasvi è stata presentata nel novembre del 2016.
Mi attendevo un dibattito pubblico – visto che pubblicamente è stato presentato – che avrebbe potuto chiarire e approfondire alcuni punti di novità che non avevo ben compreso. Non sembra che il dibattito pubblico sia stato vivace – quanto meno non ho trovato contributi pubblicati – e apprendo che è stata avviata una consultazione interna tra gli iscritti Ipasvi.
La professione infermieristica rappresenta una delle due importanti professioni del mondo sanitario e la presentazione di un atto importante come il codice deontologico rappresenta un momento degno di essere commentato.
Intervengo per portare il mio contributo su alcuni aspetti del Codice presentato.
Tralascerò tutto ciò che ho trovato positivo nella prima stesura concentrandomi su quanto, a parere mio, necessita di miglioramento e cambiamento. Continua