Pubblicato il decreto sui “furbetti del cartellino”

furbettiRiproponiamo in versione corretta un articolo già uscito lo scorso gennaio sui c.d. “furbetti del cartellino”. E’ stato pubblicato ieri in gazzetta ufficiale il decreto 116/2016 in attuazione – o meglio in anticipazione – alla c.d. legge Madia. Si tratta del primo di una serie di decreti che riguardano il pubblico impiego. Scarica l’articolo Articolo decreto %22furbetti del cartellino%22decreto furbetti del cartellino    Scarica il decreto decreto furbetti del cartellino

Tempo di referendum costituzionale/2

costituzioneProsegue la pubblicazione delle “pillole” costituzionale sulla Rivista La Città invisibile. Nel numero 8 del 22 giugno è stato pubblicato l’articolo sui sistemi elettorali dal titolo “Dal Porcellum all’Italicum” http://www.perunaltracitta.org/2016/06/20/dal-porcellum-allitalicum/

Iniziare una rubrica che porta il nome di “pillole costituzionali” con l’analisi sui sistemi elettorali sembra contraddittorio nel momento in cui le leggi elettorali non fanno parte della Costituzione e sono “semplici” leggi ordinarie. In realtà la legge c.d. Italicum è parte integrante, come vedremo, della proposta della controriforma Renzi/Boschi.

Porcellum
Dobbiamo però partire da più lontano e dalla legge c.d. Porcellum di cui questo parlamento è l’espressione. La legge 270/2005, nota anche come legge “Calderoli”, aveva, per la Camera, introdotto un sistema elettorale proporzionale, a liste bloccate senza voti di preferenza, con un premio di maggioranza per la coalizione vincente non ancorato al raggiungimento di una certa percentuale di voti e, per il Senato, un sistema a base regionale, sempre con premio di maggioranza non ancorato a una percentuale minima, premio di da attribuirsi su base regionale. Continua

Riforma degli Ordini. Vera riforma o solo restyling?

ordiniPubblicato su Quotidiano Sanità http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=40595 in data odierna

Dopo molti anni di dibattito sugli ordini professionali e sul loro ruolo il Senato ha approvato, all’interno del ddl Lorenzin – “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonché disposizioni per l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute” -, una riforma degli ordini delle professioni sanitarie (ora Atto Camera n. 3868).
La scelta è stata quella di intervenire con la forma della novella legislativa e quindi modificando parzialmente il sistema sostanzialmente definito dalla normativa del 1946 (D.Lgs cps 233). Continua

Tempo di referendum costituzionale

referendumPubblicato sul numero 43 dell’8 giugno 2016 della Città invisibile con il titolo “La controriforma costituzionale Renzi-Boschi” http://www.perunaltracitta.org/2016/06/06/la-controriforma-costituzionale-renzi-boschi/#

Sarebbe facile storpiare la parola “riforma” applicata alla legge costituzionale “Renzi-Boschi” (o anche Alfano e Verdini) con la vulgata giornalistica di “deforma” o “schiforma”. Vogliamo stare nel merito delle proposte e del nuovo assetto che si vuole imprimere alla Costituzione del 1948.

Viene presentata, dunque, come una riforma. Senza rivangare le differenze storiche tra “riformisti” e “rivoluzionari, troppo indietro nel tempo, nel linguaggio corrente riforma evoca, comunque, uno stato di miglioramento. Nel caso di un’asserita riforma della Carta fondamentale di uno Stato i miglioramenti dovrebbero attenere ai principi e al funzionamento della Carta precedente attraverso l’aumento di diritti del “popolo sovrano”.

download (5)Le proposte di modifica riguardano la seconda parte della Costituzione denominata “Ordinamento della Repubblica”, e quindi gli organi rappresentativi, la loro modalità di funzionamento, gli enti territoriali e tanto altro (sono ben 47 articoli).

In questi casi una riforma che vuole essere tale interviene sul miglioramento della democrazia rappresentativa, sul rapporto con gli elettori, sulla maggiore vicinanza del corpo elettorale agli organi di rappresentanza politica, su nuovi elementi di democrazia partecipativa, avvicina il parlamento alle istanze degli elettori. Potremo continuare ma ci fermiamo qui. Continua

Cassazione. Il medico sbaglia dosaggio del farmaco e il paziente muore. Responsabile anche l’infermiera che glielo ha somministrato senza accorgersi dell’errore nella prescrizione

cloruro di potassioPubblicato su Quotidiano Sanità in data odierna http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=40046

La Corte di cassazione (III sezione civile, sentenza 12 aprile 2016, n. 7106) interviene per l’ennesima volta sulla responsabilità di equipe con particolare riferimento al rapporto medico-infermiere con una interessante sentenza destinata a fare discutere, ma che oramai si inserisce in un filone giurisprudenziale consolidato, relativo a una responsabilità condivisa nella duplice attività di prescrizione/somministrazione di farmaci. Continua a leggere o scarica l’articolo in pdf Cassazione cloruro di potassio sito BENCI Continua

Al professionista in pronta disponibilità (attiva) spetta un giorno di riposo settimanale senza sua richiesta

reperibilit okPubblicato in data odierna su Quotidiano Sanità http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=39695

 

La Corte di cassazione (sezione lavoro, sentenza 18 marzo 2016, n. 5465) torna sull’annoso problema interpretativo della pronta disponibilità con un inquadramento e delle puntualizzazioni probabilmente definitive a normativa vigente.
Il casus belli nasce all’interno del contratto collettivo nazionale della dirigenza medica del 2005 ma le considerazioni valgono, come per stessa ammissione della Suprema Corte, anche per il contratto del comparto vista la pressoché totale sovrapposizione di norme.
Come è noto la pronta disponibilità è un istituto contrattuale che prevede l’immediata reperibilità del dipendente e del dirigente non seguito da chiamata – per la giurisprudenza “pronta disponibilità passiva” – e, in caso di chiamata – per la giurisprudenza “pronta disponibilità attiva” – nell’obbligo di recarsi al posto di lavoro a rendere la prestazione lavorativa nel più breve tempo possibile secondo accordi da definirsi in sede locale.
Inoltre i contratti stabiliscono che in caso di chiamata il lavoro può essere retribuito come straordinario o essere fruito come recupero orario. Infine, nel caso in cui la chiamata (in pronta disponibilità attiva), avvenga nel giorno di riposo settimanale al lavoratore “spetta” un giorno di riposo compensativo nella settimana successiva “senza riduzione del debito orario”. Quindi in caso di chiamata nel giorno festivo o nel giorno libero settimanale la settimana successiva il lavoratore ha diritto a un giorno di riposo mantenendo però l’obbligo complessivo del “debito orario” settimanale di 36 o 38 ore a seconda della tipologia contrattuale. Scarica l’articolo in pdf Cassazione reperibilita sito oko continua a leggere  Scarica la sentenza Cassazione reperibilita 2016 Continua

Osteopatia e Chiropratica Le norme ad professionem del Senato

Pubblicato in data odierna su Quotidiano Sanità http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=39502

 

chiropratica immagine

 

 

Premessa
Nei convulsi anni novanta dello scorso secolo sono proliferate una serie numerosa di professioni sanitarie molte delle quali, del tutto verosimilmente, potevano essere ricondotte a processi unitari.
Qualcuno, all’epoca, definì un ufficio del ministero della sanità una sorta di “profilificio”: in pochissimi anni furono definite, come è noto, ben 22 professioni sanitarie.
Dal 1994 in poi, in relazione alla previsione normativa che attribuiva al ministero il compito di individuare “con proprio decreto le figure da formare e i relativi profili”, furono approvate le relative professioni.
Furono sostanzialmente “fotografate” le figure esistenti e strutturate con profilo e formazione universitaria e furono riconosciuti i percorsi precedenti. Si trattava – e si tratta – di professioni “storiche” dei servizi sanitari e presenti nei servizi. Il percorso è stato poi lineare: individuazione del profilo, omogeneizzazione del percorso attraverso la formazione universitaria e successivo loro inquadramento all’interno della “legge quadro” 42/99.

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Carlo Palermo (Anaao Assomed) risponde al mio articolo sull’orario di lavoro

Carlo Palermo (vice segretario nazionale Anaao Assomed) risponde in data odierna (http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=39252)  al mio articolo sull’orario di lavoro pubblicato su Quotidiano sanità del 31 marzo e riportato anche su questo sito (scaricalo impaginato in pdf Articolo 11 ore BENCI)

L’articolo di Luca Benci su Quotidiano Sanità del 31 marzo scorso ha l’indubbio merito di aprire un confronto relativamente all’interpretazione delle norme giuridiche che regolano il “riposo europeo” e alla loro ricaduta sull’organizzazione concreta del lavoro in ambito sanitario. Lo fa, e non poteva essere altrimenti, dal punto di vista del giurista, si potrebbe dire “in punta di diritto”, ma con una particolare attenzione alle conseguenze sulla sicurezza delle cure.
Chi opera quotidianamente in una corsia di ospedale e si interessa di sindacato deve avere un’ottica per forza diversa. Non si tratta di analizzare scientificamente i testi e di commentare le tesi della dottrina giuridica. Partendo comunque da questo retroterra culturale, deve analizzare le interpretazioni, anche quelle derogatorie, valutandone i riflessi sui modelli organizzativi e sulla sicurezza dei pazienti, la compatibilità con i contratti e con il diritto dei lavoratori ad una vita sociale e familiare soddisfacente, non dimenticando i riflessi finanziari, proponendo soluzioni pragmatiche ma sempre rispettose dei principi generali. Continua

Lo strano caso degli “Amici di Maria” e della gara tra medici e infermieri a chi inserisce l’ago in vena più grosso

immagine amici di mariaPubblicato su Quotidiano Sanità in data odierna con il titolo  “Lo strano caso degli “Amici di Maria”. Ma è lecito scherzare sui pazienti? Ecco i verbali dell’Asl di Vicenza dopo lo scandalo della presunta gara delle cannule” http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=39207

La problematica della casistica sul “dolo professionale” su cui ero recentemente intervenuto si arricchisce – apparentemente come vedremo – di un nuovo grave caso reso noto dalla stampa di questi giorni.
Sui giornali a edizione cartacea (Corriere Veneto e Giornale di Vicenza) ripresi poi da numerosi giornali versione on line, compreso Quotidiano Sanità che ha seguito la vicenda lo scorso 28 aprile e poi il 29 aprile,  sono state riportate notizie inquietanti legate a una supposta gara tra chi inseriva aghi di maggiore calibro ai pazienti del pronto soccorso di Vicenza svoltasi tra medici e infermieri.
Il Giornale di Vicenza il 28 aprile titola a piena pagina: “Vicenza, scherzi sulla pelle dei malati” con relativo sottotitolo “Alcuni medici e infermieri del pronto soccorso organizzavano gare su chi inseriva aghi più grossi”. All’interno si legge “Follia al pronto soccorso: ‘una gara per infilare le cannule più dolorose”. Lo stesso Giornale di Vicenza, nell’edizione del primo maggio, riferendosi a medici e infermieri li definisce “compagni di merende” evocando, addirittura quindi, la sanguinosa vicenda del mostro di Firenze che ha causato molti morti e mutilazioni di cadaveri.

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Il medico è un “professionista sanitario”

medicoPubblicato su Quotidiano Sanità in data 2 aprile 2016, nelle “Lettere al direttore” in risposta a due sindacalisti medici della Cimo sull’espressione “Esercente la professione sanitaria” http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=38207

 

Gentile direttore,
sono rimasto veramente perplesso di fronte alla lettura del grido di dolore “Chi e perché vuole toglierci il diritto di chiamarci medico” (http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=38200) di Riccardo Spampinato e Giuseppe Bonsignore.
Gli autori, sindacalisti medici di una importante sigla della dirigenza medica come la Cimo, lamentano che nel recente ddl Gelli sia stata coniata l’espressione “esercente la professione sanitaria” e paragona questa espressione a una ipotetico “esercente la professione scolastica” in cui includere “preside, insegnanti, amministrativi e bidelli”. Continua