La “gara degli aghi” e gli altri “Amici di Maria”. Risposta a Gian Antonio Stella

stella 2stella 1Sul Corriere della Sera di oggi il famoso giornalista Gian Antonio Stella interviene sulla vicenda della mai effettuata “gara degli aghi” e su cui ero già intervenuto (http://www.lucabenci.it/?p=2450). Con questo intervento su Quotidiano Sanità rispondo alle gravi inesattezze del giornalista vicentino. Il titolo messo da Quotidiano sanità: “Anche Stella è un amico di Maria?”

Gentile direttore,

oggi nella prima pagina del Corriere della Sera – e da ieri sera su Corriere.it (http://www.corriere.it/cronache/16_settembre_26/gara-infermieri-chi-usa-aghi-grossi-punito-medico-che-denuncio-03e44d62-835c-11e6-879e-4c7914542a03.shtml) – troviamo un articolo a firma di uno dei giornalisti di punta della testata, Gian Antonio Stella, dal titolo “Il gioco degli aghi, punito chi denunciò” e come sottotitolo (giornalisticamente “sommario”) “Vicenza, sospeso il primario che svelò gli scherzi di medici e infermieri a danno dei malati”.

Il fatto è noto ai lettori di Quotidiano sanità in quanto, io stesso, ero intervenuto con un contributo dal titolo “Lo strano caso degli ‘Amici di Maria’. Ma è lecito scherzare sui pazienti? Ecco i verbali dell’Asl di Vicenza dopo lo scandalo della presenta gara delle cannule” (http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=39207).

Stella scrive non avendo letto le carte. Essendo male informato disinforma i suoi lettori. Ricapitoliamo i fatti. Durante una cena di reparto i medici e gli infermieri presenti si prendono vicendevolmente in giro “in ordine alle capacità/incapacità degli medici e degli infermieri di pronto soccorso di reperire accessi venosi” (così nei documenti dell’ufficio disciplinare dell’azienda sanitaria). Più esattamente erano gli infermieri a ironizzare sulle scarse capacità dei medici. Il tutto rilanciato, come di consuetudine oggi, sul social network whattsapp. Il giorno successivo vengono scritti messaggi sulla chat – chiamata “Amici di Maria” (il secondo nome del primario del pronto soccorso) – relativa a una finta gara su pazienti da parte di medici e infermieri. Le frasi sulla gara – ovviamente mai effettuata – erano frutto del clima scherzoso iniziato la sera prima e proseguito la mattina seguente. Continua

Anche i conviventi hanno diritto ai permessi mensili della legge 104

legge 104Articolo pubblicato su Quotidiano Sanità il 24 settembre 2016 dal titolo “Corte costituzionale. Anche i conviventi non sposati hanno diritto ai permessi mensili

La Corte costituzionale interviene – sentenza 23 settembre 2016, n. 213 – sui permessi della legge 104/1992 relativi all’assistenza alle persone disabili – handicappate per la vetusta terminologia della legge – con una decisione che permette la cessazione della discriminazione in relazione allo status di persona non sposata.
L’articolo 33, comma 3, della legge 104 limitava, infatti, la fruizione dei detti permessi mensili –in ragione di tre – ai coniugi, parenti o affini entro il secondo grado “ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti”.
Non era prevista la concessione dei permessi al “convivente more uxorio”. Con tale espressione, come è noto, si intende la condizione di due persone che convivono con una relazione affettiva stabile, come se fossero sposate, non avendo contratto matrimonio. Continua

Cosa cambia in sanità se passa il referendum costituzionale?

Cosa cambia in sanita Referendumreferendum noPubblicato in data odierna su Quotidiano sanità (http://www.quotidianosanita.it/lettere-al-direttore/articolo.php?articolo_id=43044) con il titolo “Perchè ho deciso di votare NO al referendum costituzionale”. Il titolo è stato dato dalla testata on line e rispecchia parzialmente il contenuto dell’articolo che analizza le ripercussioni in sanità se passasse la conferma al referendum costituzionale.

I tormentati rapporti tra Stato e Regioni non trovano pace all’interno della Costituzione della Repubblica italiana e il dibattito tra centralismo e decentramento (se non federalismo) è diventato ormai una costante nel dibattito politico.
Le Regioni sono gli unici enti politici che hanno il potere – oltre al Parlamento e, per la decretazione di urgenza o per gli atti aventi valore di legge, il Governo – di emanare atti legislativi relativi al territorio di competenza.
I rapporti tra legislazione statale e regionale sono regolamentati, da sempre e nelle varie formulazioni, dall’articolo 117 della Costituzione attraverso, inizialmente, la sola “legislazione concorrente” e, dopo la riforma del 2001, anche attraverso l’individuazione di materie di legislazione esclusiva di Stato e Regioni.
Il legislatore costituzionale del 1948 attribuì allo Stato la competenza a legiferare in generale e attraverso l’articolo 117 individuò una serie di “materie” in cui le Regioni potevano emanare norme legislative “nei limiti dei principî fondamentali stabiliti dalle leggi dello Stato, sempreché le norme stesse non siano in contrasto con l’interesse nazionale e con quello di altre Regioni”. (Leggi l’articolo in pdf Cosa cambia in sanita Referendumo prosegui) Continua

In otto punti le ragioni del NO al referendum costituzionale: presentazione di un ebook

copertina ebookDopo avere ampiamente riflettuto sulla riforma proposta dal Governo Renzi, dopo avere studiato attentamente i 47 articoli cambiati, dopo non avere capito alcuni passaggi importanti (sono in ottima compagnia visto che un maestro del diritto costituzionale, come Gustavo Zagrebelsky, dichiara di non averli capiti neanche lui) ho deciso di dare il mio contributo di conoscenza a chiunque voglia approfondire la tematica.

La riforma si presenta tecnicamente confusa, pasticciata, piena di sgrammaticature giuridiche. Politicamente si presenta come un disegno accentratore, ipercentralista e, financo, neoautoritario. Insieme alla legge elettorale c.d. Italicum si prefigura un sistema di forte compressione della rappresentanza democratica – i deputati saranno, in gran parte, nominati, mentre tutto il Senato sarà tutto nominato – e un forte spostamento dei poteri sul governo prefigurando una sorta di premierato surrettizio.

Ho scritto un libro – che in formato ebook è gratuito e qui scaricabile – che si intitola “In otto punti le ragioni del NO al Referendum costituzionale”, editato da perUnaltracittà. Schierarmi a favore della Costituzione e non del suo stravolgimento è stato di conseguenza.

Scarica l’ebook In-otto-punti-le-ragioni-del-NO-BENCI s

La sentenza del Tar del Lazio sull’obiezione di coscienza nei consultori e la paradossale proposta di estendere l’obiezione ai farmacisti

pillola giorno dopoPubblicato in data odierna su Quotidiano Sanità con il titolo Consultori.La sentenza del Tar e la paradossale richiesta di estendere l’obiezione di coscienza ai farmacisti http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=42498

In merito alla sentenza del Tar del Lazio che ha respinto il ricorso dei medici obiettori e di alcune associazioni pro life e di cui ha dato notizia questo giornale http://www.quotidianosanita.it/regioni-e-asl/articolo.php?articolo_id=42281 e i commenti del presidente del Movimento per la Vita Gian Luigi Gigli sono necessarie alcune precisazioni.
Il ricorso è nato in seguito all’emanazione, da parte della Regione Lazio delle linee guida per le attività dei Consultori familiari da parte del decreto del Commissario ad Acta del 12 maggio 2014, n. U00152 nella parte in cui esclude, nei consultori familiari, l’obiezione di coscienza ex legge 194/1978.
Il decreto commissariale esclude l’obiezione in quanto riguarda “l’attività degli operatori impegnati esclusivamente nel trattamento dell’interruzione volontaria della gravidanza” con la conseguenza che il “personale operante nel Consultorio Familiare non è coinvolto nella effettuazione di tale pratica, bensì solo in attività di attestazione dello stato di gravidanza e certificazione attestante la richiesta inoltrata dalla donna di effettuare IVG”. Continua

Infermiera killer di Lugo di Romagna: è stato “omicidio difensivo”. Le motivazioni della Corte di assise di Ravenna

Pubblicato su Quotidiano sanità con il titolo “Ecco le motivazioni all’ergastolo all’infermiera di Lugo di Romagna: il suo fu un omicidio difensivo”  http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=41260

cloruroLa vicenda di D.P. – infermiera in servizio presso il reparto di medicina dell’ospedale civile Umberto I di Lugo di Romagna – e il clamore mediatico provocato rappresenta una vicenda processuale non riconducibile agli usuali canoni della responsabilità professionale per colpa. Si tratta di un fatto riconducibile al c.d. “dolo professionale” – espressione coniata nel 1955, per la prima volta, da Francesco Introna – e, più precisamente, a uno dei più gravi casi di dolo professionale accaduti negli ultimi decenni.
Stiamo parlando di un processo per “omicidio volontario pluriaggravato dall’utilizzo del mezzo venefico, dai motivi abietti, dalla premeditazione, dalla minorata difesa della vittima e dall’abuso della qualifica e dalle mansioni di infermiera” nei danni di R.C., paziente ricoverata presso il suo reparto. L’omicidio volontario sarebbe avvenuto “mediante la somministrazione di due fiale di cloruro di potassio, sottratte dall’armadio farmacia del reparto”. Continua a leggere o scarica l’articolo in pdf infermiera Lugo di Romagna e omicidio difensivo Continua

Pubblicato il decreto sui “furbetti del cartellino”

furbettiRiproponiamo in versione corretta un articolo già uscito lo scorso gennaio sui c.d. “furbetti del cartellino”. E’ stato pubblicato ieri in gazzetta ufficiale il decreto 116/2016 in attuazione – o meglio in anticipazione – alla c.d. legge Madia. Si tratta del primo di una serie di decreti che riguardano il pubblico impiego. Scarica l’articolo Articolo decreto %22furbetti del cartellino%22decreto furbetti del cartellino    Scarica il decreto decreto furbetti del cartellino

Riforma degli Ordini. Vera riforma o solo restyling?

ordiniPubblicato su Quotidiano Sanità http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=40595 in data odierna

Dopo molti anni di dibattito sugli ordini professionali e sul loro ruolo il Senato ha approvato, all’interno del ddl Lorenzin – “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali, nonché disposizioni per l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute” -, una riforma degli ordini delle professioni sanitarie (ora Atto Camera n. 3868).
La scelta è stata quella di intervenire con la forma della novella legislativa e quindi modificando parzialmente il sistema sostanzialmente definito dalla normativa del 1946 (D.Lgs cps 233). Continua

Cassazione. Il medico sbaglia dosaggio del farmaco e il paziente muore. Responsabile anche l’infermiera che glielo ha somministrato senza accorgersi dell’errore nella prescrizione

cloruro di potassioPubblicato su Quotidiano Sanità in data odierna http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=40046

La Corte di cassazione (III sezione civile, sentenza 12 aprile 2016, n. 7106) interviene per l’ennesima volta sulla responsabilità di equipe con particolare riferimento al rapporto medico-infermiere con una interessante sentenza destinata a fare discutere, ma che oramai si inserisce in un filone giurisprudenziale consolidato, relativo a una responsabilità condivisa nella duplice attività di prescrizione/somministrazione di farmaci. Continua a leggere o scarica l’articolo in pdf Cassazione cloruro di potassio sito BENCI Continua

Al professionista in pronta disponibilità (attiva) spetta un giorno di riposo settimanale senza sua richiesta

reperibilit okPubblicato in data odierna su Quotidiano Sanità http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=39695

 

La Corte di cassazione (sezione lavoro, sentenza 18 marzo 2016, n. 5465) torna sull’annoso problema interpretativo della pronta disponibilità con un inquadramento e delle puntualizzazioni probabilmente definitive a normativa vigente.
Il casus belli nasce all’interno del contratto collettivo nazionale della dirigenza medica del 2005 ma le considerazioni valgono, come per stessa ammissione della Suprema Corte, anche per il contratto del comparto vista la pressoché totale sovrapposizione di norme.
Come è noto la pronta disponibilità è un istituto contrattuale che prevede l’immediata reperibilità del dipendente e del dirigente non seguito da chiamata – per la giurisprudenza “pronta disponibilità passiva” – e, in caso di chiamata – per la giurisprudenza “pronta disponibilità attiva” – nell’obbligo di recarsi al posto di lavoro a rendere la prestazione lavorativa nel più breve tempo possibile secondo accordi da definirsi in sede locale.
Inoltre i contratti stabiliscono che in caso di chiamata il lavoro può essere retribuito come straordinario o essere fruito come recupero orario. Infine, nel caso in cui la chiamata (in pronta disponibilità attiva), avvenga nel giorno di riposo settimanale al lavoratore “spetta” un giorno di riposo compensativo nella settimana successiva “senza riduzione del debito orario”. Quindi in caso di chiamata nel giorno festivo o nel giorno libero settimanale la settimana successiva il lavoratore ha diritto a un giorno di riposo mantenendo però l’obbligo complessivo del “debito orario” settimanale di 36 o 38 ore a seconda della tipologia contrattuale. Scarica l’articolo in pdf Cassazione reperibilita sito oko continua a leggere  Scarica la sentenza Cassazione reperibilita 2016 Continua