Commentario (ebook gratuito) sulla legge Gelli

La pubblicazione Legge Gelli 24 2017 gazzetta copia,  c.d. legge Gelli o legge Bianco-Gelli, recante “Disposizione in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale del personale sanitario” costringe a un deciso approfondimento vista l’importanza delle tematiche trattate.

Abbiamo contribuito alla redazione di un libro elettronico (ebook) con le edizioni di Quotidiano Sanità dalt titolo Sicurezza delle cure e responsabilità sanitaria che assume la forma del “commentario”. Ogni articolo è stato commentato da esperti della materia. Il progetto ha coinvolto esperti del rischio clinico (Riccardo Tartaglia, Sara Albolino, Michela Tanzini e Tommaso Bellandi), medici legali (Daniele Rodriguez, Matteo Bolcato, Marianna Russo), avvocati del foro di Milano (Maurizio Hazan, Daniela Zorzit, Walter Rossi e Pietro Martinengo), avvocati del foro di Roma (Alessia Bernardi), esperti di assicurazioni (Alberto Tita), direttori generali (Tiziana Frittelli), direttori amministrativi (Alberto Fiore) e dirigenti del difensore civico (Vittorio Gasparrini) oltre al sottoscritto.
Chiediamo scusa se in questa prima stesura vi fossero dei refusi di stampa e vi preghiamo di segnalarceli per provvedere nelle prossime settimane alla correzioni.

Di seguito il link per scaricare il libro http://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/articolo.php?articolo_id=48913

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge “Gelli” e i nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA)

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale  la legge Gelli
Legge 8 marzo 2017, n. 24
“Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale del personale sanitario”

Legge Gelli 24 2017 gazzetta copia

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Dopo un lungo travaglio sono stati pubblicati sabato 18 marzo in Gazzetta Ufficiale
i nuovi LEA.

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
 12 gennaio 2017
Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502

                                                 LEA 2017 Gazzetta Ufficiale copia

Tutela la salute – in uscita in libreria il 30 marzo 2017

Negare il diritto alla salute significa trasformare il cittadino in un cliente e considerare la salute come una merce.

La Costituzione specifica che la Repubblica «tutela la salute». È una delle più alte affermazioni presenti, e la salute è l’unico diritto definito come «fondamentale».
Oggi il diritto alla salute è minacciato dal definanziamento del Servizio sanitario nazionale, dalla privatizzazione strisciante, dal mancato riconoscimento di alcuni fondamentali diritti bioetici.
I diritti di salute sono minacciati non soltanto dalle politiche nazionali e regionali ma anche da comportamenti e vicende che partono “dal basso” e si ripropongono ciclicamente nel nostro Paese con schemi ormai consolidati. È la salute “a furor di popolo”, che vanta una non proprio lusinghiera tradizione.
I diritti di salute sono minacciati anche dalla violenza istituzionale, perpetrata, in alcuni contesti, da strutture sanitarie e forze dell’ordine, a cui sono affidati cittadini che dovrebbero avere diritto a essere protetti.
Nel libro particolare attenzione è stata posta anche alla medicina difensiva, che rappresenta un effetto distorsivo del modo di agire dei professionisti sanitari al solo fine di prevenire contenziosi giudiziari nei loro confronti.

Luca Benci
Tutela la salute
Imprimatur editore
16,50 euro

La contenzione è lecita solo per motivi cautelari. Le motivazioni della sentenza di appello sul caso Mastrogiovanni, morto dopo tre giorni e mezzo di contenzione

Pubblicata su Quotidiano Sanità.

La vicenda giudiziaria di Francesco Mastrogiovanni – “il maestro più alto del mondo” – rappresenta il processo più importante di sempre su un caso di morte da contenzione fisica e che coinvolge ben 18 persone tra medici (cinque) e infermieri (tredici).
In pratica tutta l’equipe assistenziale del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC) dell’ospedale di Vallo della Lucania.
La storia è stata coperta ampiamente da un punto di vista mediatico fino a arrivare alla produzione del docufilm “87 ore” della regista Costanza Quatriglio costruito anche dalle immagini della videosorveglianza del reparto.
Ci eravamo già occupati su queste pagine della sentenza di primo grado che aveva visto la condanna per sequestro di persona, ex art. 605 cp, e come morte come conseguenza di altro delitto, ex art. 586 cp, a carico dei medici del reparto e l’assoluzione degli infermieri. Continua

Commento alla prima stesura del Codice deontologico Ipasvi 2016

Pubblicato il 4 marzo su Quotidiano Sanità

La prima stesura del codice deontologico (d’ora in poi Codice) della Federazione Ipasvi è stata presentata nel novembre del 2016.
Mi attendevo un dibattito pubblico – visto che pubblicamente è stato presentato – che avrebbe potuto chiarire e approfondire alcuni punti di novità che non avevo ben compreso. Non sembra che il dibattito pubblico sia stato vivace – quanto meno non ho trovato contributi pubblicati – e apprendo che è stata avviata una consultazione interna tra gli iscritti Ipasvi.
La professione infermieristica rappresenta una delle due importanti professioni del mondo sanitario e la presentazione di un atto importante come il codice deontologico rappresenta un momento degno di essere commentato.
Intervengo per portare il mio contributo su alcuni aspetti del Codice presentato.
Tralascerò tutto ciò che ho trovato positivo nella prima stesura concentrandomi su quanto, a parere mio, necessita di miglioramento e cambiamento. Continua

Approvata la legge “Gelli” sulla responsabilità professionale sanitaria

La Camera ha approvato in via definitiva la legge

“Disposizioni in materia di sicurezza delle cure e della persona assistita, nonché in materia di responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie”.

La legge –  comunemente chiamata fino a oggi “Legge Gelli” dal nome del relatore alla Camera Federico Gelli – consta di 18 articoli e si presenta con una certa complessità.
Contiene numerose innovazioni.

Tra cui sottolineiamo:

  1. l’istituzione di un sistema di gestione del rischio clinico a livello aziendale e regionale;
    2. n ruolo attivo del Difensore civico regionale;
  2. una norma sul rilascio della documentazione sanitaria – e non più soltanto della cartella clinica – che deve essere rilasciata entro 7 giorni dalla richiesta da parte del paziente (anche se non completa!) e fatte salve le integrazioni entro trenta giorni;
  3. l’esercizio professionale di tutti gli esercenti le professioni sanitarie sarà subordinato al rispetto delle raccomandazioni previste dalle linee guida e dalle buone pratiche clinico assistenziali. Rispetto alla legge Balduzzi le linee guida dovranno essere pubblicate sul sito web dell’Istituto superiore di sanità. Si profilano tempi lunghi per questo adempimento;
  4. si introduce il reato di “Responsabilità colposa per morte e lesioni personali in ambito sanitario” in luogo dei reati comuni di omicidio colposo e di lesioni personale colpose. Si prevede la non punibilità quando l’esercente la professione sanitaria abbia agito con imperizia;
  5. sono previste numerose norme sulla responsabilità civile con particolare differenza tra i professionisti dipendenti e i liberi professionisti in ordine all’applicabilità della responsabilità extracontrattuale e contrattuale;
  6. l’obbligo di assicurazione per le strutture e per ogni esercente la professione sanitaria. Scatta quindi per tutti i professionisti sanitari l’obbligo dell’assicurazione con oneri a proprio carico anche se con criteri parzialmente diversi dalle condizioni assicurative attuali. Nella legge è contenuto un grave errore relativo alla rivalsa da richiedere ai professionisti in seguito a risarcimento danni causati da colpa grave: dal triplo della retribuzione annua alla retribuzione annua moltiplicata per il triplo! Il clamoroso errore è stato oggetto anche di un apposito ordine del giorno approvato dalla Camera con l’auspicio di integrazione da parte dei decreti applicativi (Sarà probabilmente necessaria, in realtà, una modifica legislativa successiva).
  7. sono previste nuove norme sulle nomine dei consulenti tecnici e dei periti;
  8. sono previste norme di modifica della legislazione esistente in merito alla non utilizzabilità dei verbali degli audit e del rischio clinico da parte della magistratura.

 

 

La legge contiene una serie di norme controverse la cui lettura può non essere agevole sia nella comprensione che nella finalità

Scarica il testo della legge approvato dalla Camera in terza lettura in via definitiva Legge Gelli Camera

NEI PROSSIMI GIORNI PUBBLICHEREMO UN AMPIO APPROFONDIMENTO DI TUTTA LA LEGGE.

La confusione nel dibattito sulle vaccinazioni. Una nuova obbligatorietà o una nuova politica?

Pubblicato in data odierna su Quotidiano Sanità

Il dibattito sulle vaccinazioni e sul loro regime giuridico – obbligatorie e raccomandate – è esploso in questi mesi.
La discussione se la salute possa o debba essere o meno imposta dallo Stato è di antica data e fa riferimento all’articolo 32 della Costituzione.
Come è noto, la Costituzione prevede la volontarietà implicita dei trattamenti sanitari, riservando l’obbligatorietà solo in caso di previsione legislativa (c.d. riserva di legge)
I trattamenti sanitari diventano obbligatori, quindi, solo se sussiste l’interesse collettivo nei casi determinati dalla legge.
Per imporre a qualcuno un trattamento – o un accertamento sanitario – deve, dunque, esserci un atto di legge, il quale però deve comunque avere alcuni precisi presupposti e limiti. Continua

Sul caso di Saronno: mia intervista a doctor33.it

saronnoRiporto una mia intervista rilasciata a Mauro Miserendino del quotidiano on line www.doctor33.it e che ha come titolo “Caso Saronno, il giurista: diversi comportamenti di medici e infermieri dipendenti da codici”

Il caso delle presunte morti “indotte” dagli amanti diabolici, medico e infermiera, a Saronno presenta risvolti penali e deontologici, investe anche vertici medici della struttura e interessa gli ordini professionali. Il Presidente dei collegi infermieristici Barbara Mangiacavalli ha depositato alla Procura di Busto Arsizio un atto d’intervento a tutela della collega che ha consentito di far luce sulla vicenda. Ora si ipotizzano fino a 35 morti “sospette”, per le quali il responsabile di ps dell’ospedale di Saronno Leonardo Cazzaniga è accusato con l’infermiera Laura Taroni. Continua