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Approvati gli elenchi speciali delle professioni sanitarie con titoli anomali e dei massofisioterapisti

Il Ministro della salute ha firmato il decreto sulla istituzione dei decreti speciali per i professionisti sanitari afferenti all’ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione (TSRM PSTRP).
Il decreto riguarda ben 17 professioni tra le 19 afferenti all’ordine TSRM PSTRP (non sono ricompresi i tecnici di radiologia e gli assistenti sanitari).
Si tratta di un decreto previsto dalla legge di stabilità del 2019 che da un lato modificava la legge 42/99 introducendo il comma 4 bis alla legge 42/99 che testualmente recita:

“ Ferma restando la possibilità di avvalersi delle procedure per il riconoscimento dell’equivalenza dei titoli del pregresso ordinamento alle lauree delle professioni sanitarie di cui alla legge 1° febbraio 2006, n. 43, coloro che svolgono o abbiano svolto un’attività professionale in regime di lavoro dipendente o autonomo, per un periodo minimo di trentasei mesi, anche non continuativi, negli ultimi dieci anni, possono continuare a svolgere le attività professionali previste dal profilo della professione sanitaria di riferimento, purché si iscrivano, entro il 31 dicembre 2019, negli elenchi speciali ad esaurimento istituiti presso gli Ordini dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione”. Continua

Privacy e dati sensibili. Ma i nostri sanitari conoscono la legge?

Pubblicato su Quotidiano sanità

Ha fatto scalpore la lettera di dimissione rilasciata da un medico dell’azienda ospedaliera di Alessandria nel quale si trovavano le seguenti informazioni: “Fuma circa 15 sigarette al dì, beve saltuariamente alcolici. Nega allergie. Omosessuale, compagno stabile”.
Sono intervenuti su queste colonne politici, esponenti di associazioni di volontariato e medici.
Il fatto che sia stata gravemente violata la legge  – anzi le due leggi – sulla riservatezza dei dati non è stato però adeguatamente commentato.
Ricordiamo allora cosa sancisce la normativa europea (Regolamento UE 679/2016, il c.d. GDPR) all’articolo 9 che pone uno specifico divieto di trattare i dati personali che rivelino la vita e l’orientamento sessuale della persona.
Non sono i soli dati a subire il divieto per evidenti motivi antidiscriminatori (vi sono, tra gli altri, anche i dati relativi alla salute, all’appartenenza sindacale, politica ecc.) e non si tratta di una novità. Oggi si chiamano dati “particolari”, nella previgente normativa si chiamavano “dati sensibili”. Continua

Specializzandi e non specialisti assunti nel Ssn? Cosa cambia, e potrebbe cambiare, col Dl Calabria e il regionalismo differenziato

Pubblicato su Quotidiano sanità 

Viene prepotentemente alla ribalta il problema dell’autonomia e della responsabilità dei medici specializzandi dopo le ultime innovazioni normative e ritorna il mai sopito dibattito relativo all’assunzione, all’interno delle strutture del Servizio sanitario nazionale, di medici non specialisti.

Entrambe le questioni pongono problematiche di non sempre facile inquadramento.

I medici specializzandi
Lo status di medico specializzando – rectius medico in formazione specialistica –  è ampiamente dibattuto e sufficientemente precisato nelle competenze dal diritto positivo e nella responsabilità dalla giurisprudenza.

Nella legislazione il riferimento normativo principale è costituito D. Lgs 17 agosto 1999, n. 368 il quale specifica che l’attività “formativa e assistenziale” del medico in formazione specialistica si svolge sotto la guida di tutori di particolare curriculum professionale e requisiti di “elevata qualificazione scientifica” e “implica la partecipazione guidata alla totalità delle attività mediche dell’unità operativa presso la quale è assegnato”, nonché “la graduale assunzione di compiti assistenziali e l’esecuzione di interventi con autonomia vincolata alle direttive ricevute dal tutore, di intesa con la direzione sanitaria e con dirigenti responsabili delle strutture delle aziende sanitarie presso cui si svolge la formazione”. Continua

Cosa insegna alla sanità italiana il caso Sea Watch

Pubblicato su Quotidiano sanità

Carola Rackete, la ormai famosa comandante – “capitana” –  della motonave Sea Watch 3 della (quasi) omonima organizzazione non governativa  si è vista riconoscere dal Gip di Agrigento Alessandra Vella – nell’ordinanza sulla richiesta di convalida di arresto e di applicazione della misura cautelare – la “scriminante” ex art. 51 codice penale (c.p) in merito al reato di “resistenza a pubblico ufficiale”.

La vicenda ha causato molte polemiche e merita di essere affrontata per le similitudini che possono verificarsi in ambito sanitario, con particolare riguardo all’obbligo e alla facoltà del soccorso, anche se preliminarmente, deve essere affrontato l’apparente paradosso della commissione di reati giustificati.
Le “scriminanti” (dette anche esimenti o cause di esclusione della pena) sono quelle circostanze che escludono la pena, pur in presenza di un fatto di reato che in teoria, sarebbe punibile. Le scriminanti sono una “famiglia” di circostanze tra cui, tra le altre, ricordiamo la legittima difesa e lo stato di necessità. La prima ha visto recentemente allargare il perimetro della non punibilità. A titolo esemplificativo non è punibile a titolo di omicidio volontario chi causi volontariamente la morte se ricorrono le circostanze previste dall’articolo 52 del c.p. (necessità di difendere un diritto proprio e altrui secondo criteri di pericolo della propria e altrui incolumità; la necessità di difendere anche i beni; la difesa è “sempre” legittima laddove vi sia anche violazione di domicilio). L’omicidio viene compiuto, ma l’omicida, in presenza dei ricordati presupposti non è punibile. Continua

E’ uscita l’VIII edizione di Aspetti giuridici della professione infermieristica

L’ottava edizione degli Aspetti giuridici si presenta aggiornata con tutte le novità normative di questi ultimi anni: legge sugli ordini professionali, legge Gelli, legge sul consenso informato e disposizioni anticipate di trattamento e nuove leggi sulla privacy.

Ampio spazio viene dedicato alle novità introdotte, soprattutto in merito alle carriere professionali e organizzative, dal nuovo contratto di lavoro del comparto sanità.

E’ stato anche inserito e commentato il nuovo codice deontologico delle professioni infermieristiche approvato dalla Fnopi nell’aprile 2019.

Scarica la presentazione e l’indice Aspetti giuridici BENCI_2019

Disponibile nelle librerie professionali.

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Si consigliano per gli sconti la libreria universitaria e Feltrinelli

Se Rbm Salute indossa l’eskimo per proporre la privatizzazione della sanità

“E poi dice che uno si butta a sinistra!”
Totò e i Re di Roma

Pubblicato su Quotidiano sanità

Il linguaggio non è mai neutro. In genere le parole utilizzate accompagnano le intenzioni di chi le pronuncia. Talvolta però le mascherano. E’ il caso del lessico utilizzato dall’ultimo rapporto Rbm-Censis nell’ambito del c.d. “Welfare day”.
Cominciamo con delle precisazioni. Rbm salute S.P.A. è una compagnia assicurativa attiva da oltre dieci anni nel “settore salute” che sostiene di essere la leader del settore per “raccolta premi e per numero di assicurati”. Non nutriamo alcun dubbio che sia così. E’ una società privata che ha come fine il lucro – del tutto lecito – dei propri azionisti.
Il Censis invece è una fondazione che si occupa di ricerche di carattere socio economico da decenni e che deve in gran parte la propria autorevolezza per l’annuale “Rapporto sulla situazione sociale del Paese”. Continua

La sanità sovranista

Pubblicato su www.saluteinternazionale.info

Il sovranismo
Il sovranismo è una ormai consolidata “posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovranazionali di concertazione” (Treccani).
Dalla politica sovranista discendono una serie di corollari che privilegiano lo Stato nazionale e i suoi cittadini. La cittadinanza posta alla base, tra l’altro, del godimento dei diritti sociali. Il concetto di cittadinanza in questa ottica subisce un’involuzione chiara rispetto al passato: da istituto che svolge un ruolo di inclusione a istituto che svolge un ruolo esclusione. Diritti subordinati all’essere “cittadino” e non all’essere “uomo”. La Costituzione riconosce all’articolo 2 “i diritti inviolabili dell’uomo” e all’articolo 32 riconosce la salute – unico diritto dichiarato come “fondamentale” – come diritto dell’individuo. La Costituzione ha distinto i diritti delle persone slegate alla cittadinanza dai diritti esercitabili solo dai “cittadini” (es. il diritto di voto, la difesa della patria ecc.). Continua

Legare i pazienti? Liceità e illiceità giuridica e deontologica della contenzione

Pubblicato su Quotidiano sanità

Articolo contenzione 2019

E’ possibile, è lecito, è corretto “legare” un malato? Sono leciti i mezzi di contenzione? E’ possibile chiudere un reparto di degenza – o dotarlo di sistemi di ritenuta di porte e finestre – per impedire a chi è dentro di uscire? E’ lecito trattenere un paziente non competent per evitare che esca? E’ possibile contenere un paziente che minaccia di dislocarsi un device salvavita? E’ possibile sedare un paziente agitato, violento e che pone in essere atteggiamenti auto e eteroaggressivi?
Stiamo parlando della delicata materia della contenzione che agita, giustamente, gli animi e le coscienze di tutti coloro che sono a contatto diretto con una grande parte di persone assistite che vengono sottoposte a una qualche misura di contenzione.

Cerchiamo di fare ordine nella materia
Per contenzione, in generale, si intende la “restrizione intenzionale dei movimenti o del comportamento volontario del soggetto”.
Si distinguono diverse tipologie di contenzione: manuale, fisica o meccanica, farmacologica, e ambientale, tutte caratterizzate dalla finalità, appunto, di ridurre la libertà di movimento e di azione della persona. 

Per contenzione manuale si intendono le attività mirate a immobilizzare il paziente
(il corpo o parte del corpo della persona).  È stata definita anche “contenzione umana”, laddove per umana si intende l’utilizzo del corpo di chi applica la contenzione.

Per contenzione fisica o meccanica si intende la messa in atto di procedure, mezzi e
dispositivi applicati al corpo della persona o nello spazio circostante atti a limitare la libertà di movimento. Rientrano quindi nei sistemi di contenzione fisica (detta anche meccanica) i mezzi applicati direttamente sul paziente a letto come le fasce e cinture, le spondine, oppure applicati nelle carrozzine. Si intendono altresì i mezzi di contenzione per segmento corporeo (cavigliere, polsiere ecc.), i mezzi che obbligano a determinate posture, le cinture pelviche, i divaricatori inguinali.
La contenzione meccanica può essere operata anche con dispositivi medicali per finalità terapeutiche (es. apparecchio gessato).

Per contenzione farmacologica si intende la somministrazione di medicinali con la finalità di modificare il comportamento della persona e di limitarne i movimenti e i comportamenti. E’ di difficile definizione, in realtà, in quanto non possiamo farla coincidere con ogni tipo di sedazione.
Per contenzione ambientale si intendono le misure consistenti in sistemi di ritenuta di porte e finestre al dichiarato fine di evitare l’uscita incontrollata dalle strutture. Continua

Radiazione Venturi.
Ecco le motivazioni della Commissione disciplinare dell’Omceo Bologna

Pubblicato su Quotidiano sanità

E’ arrivato a conclusione il procedimento disciplinare a carico dell’assessore alle politiche della salute della Regione Emilia-Romagna Sergio Venturi promosso dall’Ordine dei medici di Bologna e conclusosi con la  più grave delle sanzioni previste: la radiazione.
Le motivazioni, appena depositate e che abbiamo potuto visionare in anteprima, si articolano su vari punti procedurali e sostanziali,  con una serie di richiami che, per la comprensione del caso, è indispensabile ricostruire proprio partendo dal fatto.

Il fatto
La contestazione era inerente alla delibera di Giunta Regionale 508/2016 con particolare riferimento alle istruzioni operative:
1. Gestione pronto soccorso sanitario aeroportuale dell’aeroporto G. Marconi di Bologna;
2. Gestione infermieristica dolore toracico;
3. Gestione infermieristica dei pazienti con intossicazione acuta da oppiacei.

La contestazione dei tre protocolli si inserisce – si legge nella decisione della Commissione medica disciplinare dell’Omceo di Bologna del 15 marzo 2019 – in un più “vasto insieme di provvedimenti che si ritenevano di fatto delegare azioni di stretta pertinenza medica al personale non medico”. Conseguenza della delega consiste nell’autorizzare il “personale infermieristico ad eseguire di fatto atti valutativi di tipo diagnostico e a procedere alla somministrazione di farmaci seguendo in alcuni casi una sorta di tabella-prontuario associativo tra sintomatologia e conseguenti interventi medicali farmacologici, praticabili in alcuni casi anche attraverso un interpello consulenziale telematico di un medico in sede operativa”.

Continua

Fondi integrativi sanitari (mutue…).
La mia audizione alla XII Commissione della Camera

Martedì 2 aprile sono stato audito dalla Commissione Affari Sociali della Camera in merito all’indagine conoscitiva dei Fondi sanitari integrativi. Ho ribadito il rischio per il Servizio sanitario nazionale in caso di non riordino della materia e in caso di perseveranza di consentire una fiscalità di vantaggio per le attività sostitutive di prestazioni già erogate dal Servizio sanitario nazionale.

Allego la sintesi della relazione presentata Testo Audizione XII Commisione_Camera_BENCI

 

Questo il programma delle audizioni della XII Commissione   Programma indagine