No announcement available or all announcement expired.

Vedi

Libri, trattamenti sanitari coercitivi e polemiche

Su Quotidiano sanità  il dottor Gianni Porro, medico psichiatra, in una lettera al direttore, intitolata “Benci e i medici”  ironizza con il sottoscritto e contesta alcune affermazioni riportate nel mio articolo di commento alla sentenza di condanna del Tribunale di Termini Imerese nei confronti di un medico che ha imposto una trasfusione coattiva a un paziente dissenziente.

Qui di seguito la mia risposta, sempre pubblicata sulla stessa testata online dal titolo
Io, i medici, il dottor Porro e una libreria piena di libri.

Gentile direttore,
vengo chiamato in causa dal dottor Gianni Porro dalle colonne di questo giornale su un mio articolo recentemente pubblicato di commento a una sentenza che ha visto la condanna per violenza privata nei confronti di un medico che ha imposto una trasfusione a una paziente dissenziente. Prima di rispondere nel merito preciso che non formulerò critiche personali, non solo perché non è mio costume farlo, ma anche perché non conosco il dottor Porro. Continua

La guida dell’Inps per la certificazione di malattia per i lavoratori pubblici e privati

L’Inps ha pubblicato una guida riassuntiva di tutti gli adempimenti, di tutti i diritti e i doveri dei lavoratori in malattia nel settore pubblico e privato. La normativa in questi anni è cambiata numerose volte a partire dall’introduzione del sistema di certificazione telematica e dalla differenziazione – inspiegabile in realtà – tra il settore pubblico e privato.

Una guida, non particolarmente approfondita, ma comunque utile.

Scarica la guida Guida Inps malattia 2

Se il medico è un mandante e l’infermiere è un esecutore

Pubblicato su Quotidiano sanità

Un primario di un ospedale siciliano – direttore di unità complessa di chirurgia – è stato condannato per violenza privata per avere imposto una trasfusione di sangue a una paziente aderente alla Confessione dei Testimoni di Geova.
Colpiscono molto le motivazioni del Tribunale di Termini Imerese – sentenza 30 maggio 2018, n. 465 – dove, a proposito della decisione di procedere a un atto sanitario coattivo senza il preventivo consenso, afferma che il medico ha agito come “mandante”. L’esecuzione della trasfusione è stata affidata a due infermieri.
La vicenda clinica che si è strutturata, è decisamente articolata e la ricostruiamo, ai fini della comprensione del caso, in forma succinta.

 Il fatto
Una giovane donna di 25 anni, alla tredicesima settimana di gravidanza, viene ricoverata nel reparto di ostetricia dell’ospedale di Termini Imerese con diagnosi di “minaccia di aborto. Iperemesi gravidica. Squilibrio elettrolitico”.
Nel corso del ricovero viene ripristinato l’equilibrio idroelettrolitico della gestante, verificato l’accrescimento del feto e riscontrato turbe psichiche, verosimilmente su problematiche organiche e non necessitanti di terapia farmacologica.
Dopo una settimana, ristabilita l’omeostasi organica, la paziente viene dimessa. A otto giorni dalla dimissione viene di nuovo ricoverata per l’insorgenza di una sintomatologia caratterizzata da “vomito e dolore addominale a cintura nella regione dell’ipocondrio destro”. Continua

Il ministro Bongiorno e il brunettismo senza Brunetta

Pubblicato su Quotidiano sanità

Pensavamo che esistesse, in politica, il berlusconismo senza Berlusconi. Se ne è parlato per anni e, negli ultimi tempi, si discuteva del renzismo senza Renzi. Non potevamo sospettare che, l’influenza di un politico e le linee ispiratrici della sua azione, fossero più duraturi in un piccolo ministero senza portafoglio, l’attuale ministero della pubblica amministrazione.
Constatiamo dunque che esiste il “brunettismo” senza Brunetta. Si intende per tale quella politica e quelle politiche caratterizzate da una azione tesa a risolvere gli annosi problemi del pubblico impiego additando come responsabili gli stessi pubblici dipendenti, variamente etichettati. La tendenza era già chiara da tempo ma adesso ne abbiamo avuto un’ulteriore e duratura conferma. Continua

La prescrizione e la somministrazione dei farmaci: responsabilità giuridica e deontologica

Mettiamo in distribuzione gratuita in formato ebook (pdf) la seconda edizione del volume sulla responsabilità sulla prescrizione e la somministrazione dei farmaci.

Questa edizione è del 2014, ma in grandissima parte è ancora attualissima.

Buona lettura.

 

Prescrizione farmaci libro II edizione BENCI

 

Aborto. Su cosa hanno votato realmente in Irlanda

Hanno abrogato il terzo comma dell’articolo 40 della Costituzione che poneva sullo stesso piano il diritto alla vita del nascituro al diritto della vita della madre. “Lo Stato riconosce il diritto alla vita del nascituro e, con il debito riguardo al pari diritto alla vita della madre, garantisce con le sue leggi il rispetto e, per quanto possibile, la tutela e l’azionabilità di tale diritto. Ricordiamo che la Corte costituzionale italiana aveva fatto venire meno l’equipollenza nel 1975. Gli irlandesi, però, nella Costituzione avevano successivamente inserito il diritto delle donne irlandesi di abortire all’estero. Sembra pazzesco ma è così. Infatti non vi era preclusione all’immigrazione in Inghilterra. Si leggeva, sempre nella Costituzione, che lo Stato”non pone limiti alla libertà di ottenere o di rendere disponile nello Stato, nel rispetto delle condizioni fissate dalla legge, le informazioni relative ai servizi lecitamente disponibili in un altro Stato. Si a migrare per abortire ma non ad abortire in Irlanda. Gli irlandesi hanno scritto una pagina di civiltà.

Aborto. La storia della 194. Una legge non perfetta, ma degna di un paese civile

Pubblicato su Quotidiano Sanità 

Ricorrono in data odierna i 40 anni della legge 194/78

Si celebrano i quaranta anni della legge sull’aborto denominato “interruzione volontaria della gravidanza”. Legge importante perché ha sancito un cambiamento culturale importante sul tema della sessualità e dell’autodeterminazione in merito alle scelte procreative delle donne. Ricordiamo la situazione precedente dominata dalla clandestinità delle pratiche abortive.
Fino al 1978, l’interruzione volontaria della gravidanza era considerata un reato. Nel “codice Rocco” erano previsti una serie di reati tra cui “l’aborto di donna consenziente”, l’aborto di donna “non consenziente”, “l’autoprocurato aborto” e la “istigazione all’aborto”. Del tutto in linea con la concezione culturale dell’epoca era l’attenuante della “causa d’onore” che permetteva la diminuzione delle pene per chi commetteva i reati previsti per l’aborto per “salvare l’onore proprio o quello di un prossimo congiunto”. In questo caso le pene venivano diminuite dalla metà ai due terzi.
Ricordiamo che il codice penale puniva il “procurato aborto” secondo il linguaggio dell’epoca o, secondo il linguaggio del codice, l’aborto di donna consenziente: le sanzioni erano sia chi cagionava l’aborto sia la donna che consentiva l’aborto. Nel 1975 la Corte costituzionale depenalizzò il c.d. aborto terapeutico stabilendo che non poteva esistere “equivalenza fra il diritto non solo alla vita ma anche alla salute proprio di chi è già persona, come la madre, e la salvaguardia dell’embrione che persona deve ancora diventare”. Continua

Firmato il Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto sanità

Scarica il testo definitivo CCNL 2018 ok

Sanità integrativa e welfare aziendale: articolo del settimanale Left

Il business nascosto – nemmeno tanto – nel c.d. welfare aziendale ormai previsto in tutti i contratti di lavoro. Articolo di Leonardo Filippi – che ringrazio per l’intervista e la citazione – sul fenomeno.

Scarica l’articolo in pdf Left_11_maggio_2018 sanità integrativa

Ordini professionali, appartenenza sindacale e Rsu: quali incompatibilità?

Pubblicato su Quotidiano sanità

Si pone il problema delle incompatiblità tra attività ordinistica e attività sindacale con particolare riferimento alla nuova disciplina legislativa. Per affrontare la tematica occorre una premessa sulla natura degli ordini professionali. Gli ordini professionali sono definiti, per antico insegnamento amministrativistico, come “enti associativi – esponenziali della rispettiva categoria – composti da tutti gli esercenti le rispettive professioni”.

Continua