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L’infermiera “killer” assolta. Un verdetto “prevedibile”

Pubblicato su Quotidiano sanità

Daniela Poggiali, infermiera dell’ospedale Lugo di Romagna condannata in primo grado (Corte di assise di Ravenna) all’ergastolo per “omicidio volontario pluriaggravato dall’utilizzo del mezzo venefico, dai motivi abietti, dalla premeditazione, dalla minorata difesa della vittima e dall’abuso della qualifica e dalle mansioni di infermiera” nei danni di R.C., paziente ricoverata presso il suo reparto è stata assolta dalla Corte di appello di Bologna.
Avevamo su queste colonne (http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=41260) analizzato le motivazioni della sentenza di condanna per questo gravissimo caso di “dolo professionale” consistito, secondo l’accusa, di avere provocato la morte di una paziente ricoverata “mediante la somministrazione di due fiale di cloruro di potassio, sottratte dall’armadio farmacia del reparto”. I giornali all’epoca l’avevano soprannominata, inizialmente, con il classico appellativo della medicina nazista – “infermiera killer” – e successivamente, come “Lady potassio” facendo proprio riferimento alla sostanza che avrebbe utilizzato per causare la morte.
Daniela Poggiali era accusata, inizialmente, della morte di “decine di pazienti”. Il processo di primo grado l’ha però condannata per un solo omicidio compiuto, si diceva, a scopo difensivo per sottrarsi al cerchio indiziario che si stava costruendo intorno a lei. Continua

Convegno internazionale della Consulta di Bioetica sull’eutanasia: il mio intervento

Si è svolto il 27 e il 28 giugno a Roma il convegno internazionale “Per l’eutanasia in Italia: presupposti per una cultura per la morte assistita” presso la Camera dei deputati.
Sono intervenuti filosofi, medici, sociologi, giuristi e politici nella più (verosimilmente) grande iniziativa mai tenuta sul tema dell’eutanasia. Di seguito l’intervento video della mia relazione su “Eutanasia e diritto penale”. Tutti gli interventi sul sito della Consulta di Bioetica onlus

 

Addio a Stefano Rodotà. Mio personale ricordo

Stefano Rodotà ci ha lasciato. Giurista, politico, opinionista, saggista, bioeticista Rodotà è stato molte cose insieme. E’ stato anche parlamentare e Garante della privacy.
Ha insegnato diritto civile alla Sapienza e ha lasciato saggi importanti sui diritti civili, sulla bioetica, sui diritti di genere, sui diritti di cittadinanza.
Appassionato, rigoroso, con una capacità di analisi non comune.
Ho studiato, come tanti, sui suoi testi, sui suoi articoli, sui suoi saggi. Ho attinto a sue molte riflessioni. Due anni fa l’ho incontrato e abbiamo avuto vari scambi di mail. Gli avevo chiesto di fare la presentazione del volume uscito poi, in ritardo, in questa primavera: Tutela la salute: il diritto alla salute negato, privatizzato e mercificato.
Conservo la sua mail in cui mi diceva di non poterla fare perchè “non competente” su alcuni argomenti e per impegni editoriali in corso (“Diritto di amore”, splendido ultimo suo libro sui diritti delle coppie omoaffettive).
Raramente ho riscontrato tale onestà intellettuale di cui comunque non avevo dubbi anche se tale decisione mi comportava un grande dispiacere.
Nell’aprile scorso gli ho mandato, con dedica, il libro appena pubblicato.
Mi ha colpito il fatto che non abbia risposto. Non era da lui, ma sapevo che non stava bene.
Mi mancherà.

Mia intervista su Controradio Firenze sul decreto vaccinazioni

Mia intervista su Controradio Firenze sul recente decreto vaccinazioni

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Decreto vaccini: la prova muscolare del Governo

Pubblicato in data odierna su Quotidiano sanità con il titolo Non è un problema di “no vax”. Vaccinazioni sacrosante ma questo decreto non è lo strumento giusto

Premessa
E’ stato pubblicato, dopo una lunga gestazione, il discusso decreto legge 7 giugno 2017, n. 73 “Disposizioni urgenti in materia vaccinale”.
La questione che si pone in merito al decreto vaccini e al suo dibattito non è, quanto meno per chi scrive, relativa al merito sulla scientificità della pratica vaccinale, che diamo per scontata, quanto sulla idoneità di un decreto impositivo dell’obbligo e sulla sua capacità a produrre gli sperati effetti legati all’aumento della copertura vaccinale.
La questione quindi non è scientifica, bensì giuridica con forti riflessi di opportunità politica.
Nel dibattito pubblico sui vaccini e sul loro regime di obbligatorietà si è posto in queste settimane più volte il problema se siano lecite alcune misure di coercizione e di obbligo e se esse siano compatibili con il dettato costituzionale.
Come è noto l’articolo 32 della Costituzione stabilisce, dopo avere precisato che la “Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario obbligatorio se non per disposizione di legge”. Continua

Tutela la salute: la recensione dell’Ansa

Ringrazio Livia Parisi dell’Agenzia Ansa della recensione su Ansa salute

 biotestamento a vaccini, viaggio tra diritto e sanità

Giurista Benci ripercorre storia articolo che “Tutela la Salute”

ROMA

(ANSA) – ROMA, 5 GIU – Dalla legge sul biotestamento a quella sulla fecondazione assistita, dalla reintroduzioni delle mutue ai project financing per gli ospedali, fino alla violenza istituzionale che ha visto coinvolte strutture sanitarie, come nel caso di Franco Mastrogiovanni, ricoverato con un Tso e deceduto dopo 87 ore di agonia. Passa in rassegna tutti i temi sanitari più dibattuti il libro “Tutela la Salute” (Imprimatur, 2017, 224 pp.) del giurista Luca Benci, che non manca di approfondire il tema delle vaccinazioni, mettendo in guardia: “è verosimile che un atto normativo che sancisca la nuova coercibilità possa produrre effetti contrari e di forte opposizione”. Serve “un investimento in comunicazione per incrementare importanti politiche di sanità pubblica”.
“La Costituzione tutela il diritto alla salute; ma quest’ultimo è minacciato dal definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, dalla privatizzazione strisciante e dal mancato riconoscimento di alcuni diritti bioetici”. Da qui prende le mosse nel iniziare a dipingere un quadro poco roseo della situazione che, in un contesto di tagli lineari pari 30 miliardi dal 2010 al 2015, ha visto la salute diventare “merce” sempre più difficile da pagare per milioni di persone. Il libro ripercorre l’evoluzione dell’articolo 32, dalla sua introduzione con la Costituzione del 1948, fino ad oggi, passando per l’istituzione del ministero della Sanità nel 1957 l’introduzione del Servizio sanitario nazionale nel 1978 e la riforma del titolo V che ha ampliato la competenza alle regioni. Dito puntato contro il tentativo di riproporre il mutualismo come alternativa alla sanità pubblica, un sistema che era stato abolito negli anni Settanta “lasciando ampi debiti pubblici”. E il “J’accuse” non risparmia la pratica del project financing per finanziare ospedali pubblici, con cui si dà la possibilità al privato di realizzare opere pubbliche attraverso un contratto di concessione, ma che rappresenta una “Caporetto per i conti pubblici. Il viaggio attraverso gli aspetti giuridici della nostra sanità include la “rivoluzione del consenso informato” che impone a chi cura di informare chiaramente il paziente. E passa attraverso il diritto all’autodeterminazione in punto di morte, con la giurisprudenza dettata dal caso di Eluana Englaro.
Sviscera quindi il concetto della ‘democraticità della scienza’ in riferimento a pressioni popolari tendenti a richiedere una totale “libertà di cura”, che, complice la poca chiarezza del nostro ordinamento, hanno spianato la strada a Di Bella e Stamina. L’ultimo capitolo riguarda la medicina difensiva, il cui caso paradigmatico sono “il 43% dei parti cesarei effettuati in modo inappropriato ovvero per solo motivi ‘cautelari'”.
(ANSA).
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Tutela la salute: la recensione di Toscana Medica

Ringrazio Toscana Medica, Bruno Rimoldi e Antonio Panti per la recensione apparsa sul numero 5/2017 della Rivista della Federazione toscana degli ordini dei medici

“Il diritto alla salute negato, privatizzato, mercificato”; questo è l’allarme politico e civile che Luca Benci lancia con autorevole passione morale dalle pagine della sua nuova fatica “La tutela della salute” pubblicato da Imprimatur Editore. Luca ha speso una vita a battersi per difendere le ragioni degli esclusi che sono quelle di tutti i cittadini quando si ammalano: in ciò consiste il rispetto del dettato della Costituzione della Repubblica. E lo fa ancora con questo libro che raccoglie una serie di considerazioni e di riflessioni sullo stato delle cose sanitarie e sulla perversa politica che ci può portare a perdere una delle più grandi conquiste della democrazia, il servizio sanitario nazionale. Benci affronta la questione da molteplici punti di osservazione, dall’uguaglianza delle prestazioni ai diritti bioetici fino all’universalità affermata a spesso negata. I diversi angoli da cui si affronta il problema sono meglio evidenziati nel capitolo in cui si denunciano le violenze in nome della salute, perpetrate dalle istituzioni. Un libro che rappresenta tutta l’indignazione di uno studioso appassionato non solo alle possibili soluzioni politiche ma al rispetto dei valori morali che sono il vero sostegno della sanità pubblica.
Bruno Rimoldi

Brescia, 9 giugno: Presentazione del libro Tutela la salute

Su invito dell’amministrazione comunale di Brescia e in collaborazione con la libreria Rinascita presenterò il libro “Tutela la salute – Il diritto alla salute negato, privatizzato e mercificato” dialogando con Donatella Albini (consigliera comunale, Forum per il diritto alla Salute) e con Carla Ferrari Aggradi (psichiatra, Forum per il diritto alla Salute) alle ore 17,30 di venerdì 9 giugno.
Ingresso libero. Scarica l’invito. Locandina 9_06

 

La Consulta di Bioetica promuove il primo convegno internazionale sull’Eutanasia

Importante e prestigiosa promossa su iniziativa della Consulta di Bioetica e di Politeia: il primo convegno internazionale sull’eutanasia.

Si terrà a Roma, presso la Camera dei deputati, i giorni 27 e 28 giugno con la presenza di importanti relatori a impronta interdisciplinare: bioeticisti, filosofi, medici e giuristi.

Il convegno è accreditato ECM  per tutte le professioni (11 crediti) ed è gratuito.

Scarica la brochure e la locandina pieghevole-2017-EUTANASIA 2

La legge sulla libera professione dei medici è di “favore” e nasce come “scambista”

Pubblicato su Quotidiano Sanità in data odierna.

La questione della libera professione dei medici dirigenti torna periodicamente a essere al centro dell’attenzione. In una bella e articolata “lettera al direttore”  il dottor Maurizio Nazari cita una passo del mio libro “Tutela la salute: il diritto alla salute negato, privatizzato e mercificato” (Imprimatur, 2017) proprio sulla questione. Scrive Nazari:
«il giurista Luca Benci nel suo utile e bel libro ‘Tutela la salute’ afferma: “Non è la mancanza di controlli che genera il problema: è l’istituto della libera professione il problema” (p. 67). Anche se poco dopo mitiga l’affermazione “In tutta onestà intellettuale non è certo possibile attribuire alla libera professione dei medici il problema delle liste d’attesa, visti i problemi strutturali e di definanziamento che ci sono stati e ci sono attualmente”». Continua