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ARTICOLI

Approvato il nuovo contratto di lavoro del comparto sanità

Siglata oggi l’ipotesi di accordo del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto sanità.

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Contratto del comparto. Carriere organizzative e professionali peggiorative dell’esistente

Pubblicato su Quotidiano sanità

La misteriosa bozza che circola sul contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto non ha curiosamente avuto smentite e conferme di paternità. Nel complicato dibattito sul contratto non possiamo altro che prenderla per ufficiale per potere riflettere su alcuni punti fondamentali. Colpisce sfavorevolmente tutta la parte dedicata all’orario di lavoro che si palesa ampiamente illegittima, pur nel sistema delle deroghe previste dalla legge comunitaria, come bene illustrato in queste pagine da Carlo Palermo. Vi è da domandarsi cosa stia spingendo le organizzazioni sindacali – o parti di esse – a derogare così pesantemente a diritti riconosciuti a tutti i lavoratori europei.
Concentreremo però la nostra attenzione sul sistema delle carriere. Le carriere gestionali vengono ridisegnate, mentre per la prima volta, si tenta di istituire, meritoriamente, le carriere clinico-professionali. Tutto il sistema abbandona definitivamente la classica impostazione di carriera da pubblico impiego caratterizzata dalla carriera verticale da perseguirsi con concorsi pubblici per titoli ed esami – va in soffitta anche la largamente fallimentare categoria Ds – a favore del sistema privatistico degli incarichi di funzione attribuibili con selezione interna, sottoposti a valutazione e revocabili. Continua

Legge Lorenzin: arriva il nuovo ordine professionale “multialbo” (2ª parte)

Pubblicato su Quotidiano sanità

Nella prima parte avevamo ipotizzato le regole attuative dei decreti ministeriali previsti dalla legge 3/2018 relative alla composizione dei seggi e alla normativa elettorale previste per tutti gli ordini professionali con particolare riferimento agli enti ordinistici dei medici, degli infermieri e delle ostetriche.
Per gli infermieri vi è ancora da determinare la composizione del consiglio direttivo e la costituzione delle commissioni di albo degli infermieri pediatrici di cui, francamente, se ne poteva fare a meno, vista la comunanza pressoché sovrapponibile delle figure dell’infermiere e dell’infermiere pediatrico. Continua

Consigli, non richiesti, sui decreti applicativi della legge Lorenzin (1ª parte)

Pubblicato su Quotidiano sanità

Con la pubblicazione della legge 11 gennaio 2018, n. 3 “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute” – c.d. Lorenzin – si apre per gli Ordini professionali il non facile capitolo dei decreti applicativi.
Se ne attendono almeno quattro per determinare la composizione del consiglio direttivo degli ordini multialbo di infermieri e tecnici sanitari, professioni della riabilitazione e della prevenzione nonché per tutti gli Ordini – medici compresi – le nuove norme elettorali e di incompatibilità.
Non ci sarà invece bisogno di alcun ulteriore atto per la trasformazione del nome dei vecchi Collegi in Ordini in quanto dal 15 febbraio – data di entrata in vigore della legge – il cambiamento sarà automatico.
Concentreremo la nostra attenzione, in questa prima parte, sui decreti che prevederanno il cambiamento delle norme elettorali per quanto riguarda i Consigli direttivi degli Ordini dei medici, degli infermieri e delle ostetriche rinviando alla seconda parte le problematiche relative al complesso Ordine dei “tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione” composto, inizialmente, da diciannove albi professionali.
In questa parte faremo delle proposte sui Consigli direttivi e della Commissione di Albo per la professione odontoiatrica tralasciando, al momento le Commissioni di Albo degli infermieri pediatrici per i numeri esigui di questa figura. Continua

Legge Gelli e mancato rispetto della pianificazione condivisa delle cure: ritorno alla responsabilità contrattuale?

Articolo scritto insieme all’avvocato Alessia Gonzati (di Obiettivo Ippocrate) e pubblicato su Quotidiano sanità

La pianificazione condivisa delle cure come atto negoziale. La recente approvazione della legge 22 dicembre 2017, n. 219 “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento” pone alcuni interrogativi in merito alla natura dell’istituto della pianificazione condivisa delle cure e dei suoi riflessi civilistici sulla responsabilità professionale sanitaria.
Come è noto la legge introduce nel nostro diritto positivo il consenso informato e le disposizioni anticipate di trattamento (testamento biologico). Per i profili generali si rimanda ai precedenti contributi.
Inoltre ai sensi dell’articolo 5, primo comma, può essere redatta la “pianificazione condivisa delle cure”. Si tratta di un nuovo istituto che viene concordato tra medico e paziente qualora si versi in condizioni cliniche caratterizzate dall’”evolversi di una patologia cronica invalidante o caratterizzata da inarrestabile evoluzione con prognosi infausta”. Questo atto supera la precedente disposizione anticipata di trattamento – per ovvie questioni di specialità e temporalità – e viene predisposta dal medico che previamente ha informato il paziente e, dietro suo esplicito consenso, il suo consesso familiare (coniuge, convivente, parte dell’unione civile, altri familiari). Il paziente può nominare, con lo stesso atto, un fiduciario. Particolare attenzione viene posta sulle aspettative di vita residue, sui trattamenti sanitari da porre in essere e sulle cure palliative.La pianificazione condivisa delle cure può essere aggiornata “al progressivo evolversi della malattia” sia su “richiesta” del paziente che su “suggerimento” del medico. Continua

Fnomceo completamente al maschile

Pubblicato su Quotidiano sanità con il titolo Una Fnomceo molto “maschia” 

La Fnomceo – Federazione nazionale dei medici – ha rinnovato il proprio organo nazionale chiamato dalla legge ordinistica Comitato centrale. Si tratta dell’organo di governo nazionale dell’ordine dei medici ed è composto da diciassette persone che sono elette dai presidenti degli ordini provinciali, di cui quattro odontoiatri eletti dai presidenti delle commissioni di albo.
Colpisce il fatto che il nuovo Comitato centrale della Fnomceo sia composto solo da medici e da  odontoiatri uomini. Totalmente assenti le donne.
“Quante donne dovrebbero esserci negli Ordini e negli esecutivi per realizzare un equilibrio di genere, considerando che le donne sono oltre il 40 % della popolazione medica? Quali percentuali dovrebbero raggiungere perché siano massa critica, perché la diversità apporti beneficio? Quale percentuale è prevista, in altri ambiti, dalle vigenti leggi?”
Questi interrogativi si ponevano Antonella Arras e Annarita Frullini su queste pagine nel 2015 dove analizzavano la prevalenza maschile nelle rappresentanze ordinistiche mediche lamentando uno scollamento tra mondo medico, società e leggi sopravvenute proprio in merito alla rappresentanza di genere.

In questi giorni si è aperto il dibattito sulla scomparsa delle donne medico dal comitato centrale della Federazione appena rinnovato (vedi le lettere di Sandra Morano  e  di Maria Luisa Agneni).

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Consenso informato, Dat e codice di deontologia medica: le ragioni della prevalenza legislativa

Pubblicato su Quotidiano sanità

I codici deontologici di tutte le professioni sanitarie sono chiamati a dare il proprio contributo  nel nuovo contesto che si è aperto dopo l’approvazione della legge Lorenzin sugli ordini professionali.
Si precisano per la prima volta in un testo normativo,  quanto meno parzialmente, i contenuti e i valori che devono essere contenuti all’interno di un codice deontologico.
Nella novella legislativa si indicano le finalità degli ordini che devono essere informate (anche) ai “principi etici dell’esercizio professionale indicati nei codici deontologici”.
I codici verranno emanati dalle Federazioni nazionali dietro approvazione con maggioranza qualificata dei tre quarti del Consiglio nazionale (l’insieme dei presidenti provinciali e interprovinciali).
La maggioranza qualificata impone un grande sforzo di condivisione da parte del sistema ordinistico. Dunque nei codici deontologici devono essere contenuti i principi etici dell’esercizio professionale e non anche, come aveva suggerito il testo approvato nella precedente lettura dal Senato, di definire le “aree condivise tra le diverse professioni, con particolare riferimento alle attività svolte da équipe multiprofessionali in cui le relative responsabilità siano chiaramente identificate ed eticamente fondate”. Continua

La riforma degli Ordini professionali e i Codici deontologici. Un gran pasticcio (seconda parte)

Pubblicato su Quotidiano sanità

Nella prima parte di questo contributo avevamo posto l’attenzione sui cambiamenti strutturali e organizzativi della legge sugli ordini professionali. In questa seconda parte analizziamo le novità sui codici deontologici e sui procedimenti disciplinari.

Sui codici deontologici in generale: premessa
I codici deontologici sono il tradizionale strumento di codificazione di norme etiche patrimonio delle professioni “ordinate”. Deve essere prioritariamente sottolineato che i codici deontologici contengono “norme deontologiche che l’ordine professionale o il collegio ritengono importante proporre ai propri iscritti, ma tali norme non si identificano con l’intera sfera della deontologia” (Benciolini P, 2000).
Un conto, quindi, è la riflessione deontologica altro è la sua cristallizzazione a un determinato momento storico rinchiusa nel codice. Il codice deontologico rappresenta un atto di autodisciplina professionale a cui viene riconosciuto il duplice ruolo di “fonte di orientamento professionale e di paradigma per la valutazione di condotte” (Barni M, 1998). Continua

La riforma degli ordini professionali. Ecco cosa cambierà per i medici e per tutte le altre professioni sanitarie (prima parte)

Pubblicato su Quotidiano sanità

La riforma degli Ordini e la costituzione di nuovi numerosi Albi professionali è stata salutata con un (quasi) generale plauso.
Ad eccezione della Fnomceo  tutto il novero delle professioni si è dichiarato soddisfatto.
Cerchiamo di capire meglio la portata delle innovazioni tenendo presente i diversi riflessi che si potranno avere nelle categorie professionali.
Tecnicamente la riforma degli Ordini si presenta come una novella legislativa, non innovando quindi completamente la decisamente vetusta storica normativa ordinistica del dopoguerra, che mantiene l’impianto di quanto non innovato.
Avevamo già notato che la legge Lorenzin “abroga tre dei quattro capi legislativi lasciando immutata solo la parte sull’organo giurisdizionale speciale della Commissione centrale delle professioni sanitarie”. In questa prima parte affronteremo i cambiamenti che coinvolgono le varie professioni, riservando alla seconda parte sui cambiamenti dei rapporti tra la deontologia e la giustizia ordinistica.
Le innovazioni della prima parte li distingueremo tra i cambiamenti (pochi) per la professione già precedentemente “ordinata” come la professione medica, i cambiamenti per le professioni già dotate di collegio e albo professionale come le professioni infermieristiche, ostetriche e di tecnico sanitario di radiologia medica e le professioni non dotate di albo e collegio professionale. Continua

Le nuove regole sulle visite fiscali del pubblico impiego

In esecuzione alla c.d. Legge Madia è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il D.M. 17 ottobre 2017, n. 206 che regolamenta tutto l’iter delle visite fiscali.
Le novità, annunciate tra l’altro, sono relative alla pluralità di visite di controllo sullo stesso certificato – “cadenza sistematica e ripetitiva” -, la possibilità di contestare il risultato della visita fiscale e la necessità di richiedere un certificato sostitutivo nel caso in cui il lavoratore voglia tornare anticipatamente al lavoro.
Nessuna novità invece sulle fasce orarie che rimangono confermate per il pubblico impiego: 9-13 e 15-18.

Scarica il decreto Visite fiscali dm 2017