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RIVISTE

L’infermiera “killer” assolta. Un verdetto “prevedibile”

Pubblicato su Quotidiano sanità

Daniela Poggiali, infermiera dell’ospedale Lugo di Romagna condannata in primo grado (Corte di assise di Ravenna) all’ergastolo per “omicidio volontario pluriaggravato dall’utilizzo del mezzo venefico, dai motivi abietti, dalla premeditazione, dalla minorata difesa della vittima e dall’abuso della qualifica e dalle mansioni di infermiera” nei danni di R.C., paziente ricoverata presso il suo reparto è stata assolta dalla Corte di appello di Bologna.
Avevamo su queste colonne (http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=41260) analizzato le motivazioni della sentenza di condanna per questo gravissimo caso di “dolo professionale” consistito, secondo l’accusa, di avere provocato la morte di una paziente ricoverata “mediante la somministrazione di due fiale di cloruro di potassio, sottratte dall’armadio farmacia del reparto”. I giornali all’epoca l’avevano soprannominata, inizialmente, con il classico appellativo della medicina nazista – “infermiera killer” – e successivamente, come “Lady potassio” facendo proprio riferimento alla sostanza che avrebbe utilizzato per causare la morte.
Daniela Poggiali era accusata, inizialmente, della morte di “decine di pazienti”. Il processo di primo grado l’ha però condannata per un solo omicidio compiuto, si diceva, a scopo difensivo per sottrarsi al cerchio indiziario che si stava costruendo intorno a lei. Continua

Mia intervista su Controradio Firenze sul decreto vaccinazioni

Mia intervista su Controradio Firenze sul recente decreto vaccinazioni

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Tutela la salute: la recensione dell’Ansa

Ringrazio Livia Parisi dell’Agenzia Ansa della recensione su Ansa salute

 biotestamento a vaccini, viaggio tra diritto e sanità

Giurista Benci ripercorre storia articolo che “Tutela la Salute”

ROMA

(ANSA) – ROMA, 5 GIU – Dalla legge sul biotestamento a quella sulla fecondazione assistita, dalla reintroduzioni delle mutue ai project financing per gli ospedali, fino alla violenza istituzionale che ha visto coinvolte strutture sanitarie, come nel caso di Franco Mastrogiovanni, ricoverato con un Tso e deceduto dopo 87 ore di agonia. Passa in rassegna tutti i temi sanitari più dibattuti il libro “Tutela la Salute” (Imprimatur, 2017, 224 pp.) del giurista Luca Benci, che non manca di approfondire il tema delle vaccinazioni, mettendo in guardia: “è verosimile che un atto normativo che sancisca la nuova coercibilità possa produrre effetti contrari e di forte opposizione”. Serve “un investimento in comunicazione per incrementare importanti politiche di sanità pubblica”.
“La Costituzione tutela il diritto alla salute; ma quest’ultimo è minacciato dal definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, dalla privatizzazione strisciante e dal mancato riconoscimento di alcuni diritti bioetici”. Da qui prende le mosse nel iniziare a dipingere un quadro poco roseo della situazione che, in un contesto di tagli lineari pari 30 miliardi dal 2010 al 2015, ha visto la salute diventare “merce” sempre più difficile da pagare per milioni di persone. Il libro ripercorre l’evoluzione dell’articolo 32, dalla sua introduzione con la Costituzione del 1948, fino ad oggi, passando per l’istituzione del ministero della Sanità nel 1957 l’introduzione del Servizio sanitario nazionale nel 1978 e la riforma del titolo V che ha ampliato la competenza alle regioni. Dito puntato contro il tentativo di riproporre il mutualismo come alternativa alla sanità pubblica, un sistema che era stato abolito negli anni Settanta “lasciando ampi debiti pubblici”. E il “J’accuse” non risparmia la pratica del project financing per finanziare ospedali pubblici, con cui si dà la possibilità al privato di realizzare opere pubbliche attraverso un contratto di concessione, ma che rappresenta una “Caporetto per i conti pubblici. Il viaggio attraverso gli aspetti giuridici della nostra sanità include la “rivoluzione del consenso informato” che impone a chi cura di informare chiaramente il paziente. E passa attraverso il diritto all’autodeterminazione in punto di morte, con la giurisprudenza dettata dal caso di Eluana Englaro.
Sviscera quindi il concetto della ‘democraticità della scienza’ in riferimento a pressioni popolari tendenti a richiedere una totale “libertà di cura”, che, complice la poca chiarezza del nostro ordinamento, hanno spianato la strada a Di Bella e Stamina. L’ultimo capitolo riguarda la medicina difensiva, il cui caso paradigmatico sono “il 43% dei parti cesarei effettuati in modo inappropriato ovvero per solo motivi ‘cautelari'”.
(ANSA).
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Tutela la salute: la recensione di Toscana Medica

Ringrazio Toscana Medica, Bruno Rimoldi e Antonio Panti per la recensione apparsa sul numero 5/2017 della Rivista della Federazione toscana degli ordini dei medici

“Il diritto alla salute negato, privatizzato, mercificato”; questo è l’allarme politico e civile che Luca Benci lancia con autorevole passione morale dalle pagine della sua nuova fatica “La tutela della salute” pubblicato da Imprimatur Editore. Luca ha speso una vita a battersi per difendere le ragioni degli esclusi che sono quelle di tutti i cittadini quando si ammalano: in ciò consiste il rispetto del dettato della Costituzione della Repubblica. E lo fa ancora con questo libro che raccoglie una serie di considerazioni e di riflessioni sullo stato delle cose sanitarie e sulla perversa politica che ci può portare a perdere una delle più grandi conquiste della democrazia, il servizio sanitario nazionale. Benci affronta la questione da molteplici punti di osservazione, dall’uguaglianza delle prestazioni ai diritti bioetici fino all’universalità affermata a spesso negata. I diversi angoli da cui si affronta il problema sono meglio evidenziati nel capitolo in cui si denunciano le violenze in nome della salute, perpetrate dalle istituzioni. Un libro che rappresenta tutta l’indignazione di uno studioso appassionato non solo alle possibili soluzioni politiche ma al rispetto dei valori morali che sono il vero sostegno della sanità pubblica.
Bruno Rimoldi

La legge sulla libera professione dei medici è di “favore” e nasce come “scambista”

Pubblicato su Quotidiano Sanità in data odierna.

La questione della libera professione dei medici dirigenti torna periodicamente a essere al centro dell’attenzione. In una bella e articolata “lettera al direttore”  il dottor Maurizio Nazari cita una passo del mio libro “Tutela la salute: il diritto alla salute negato, privatizzato e mercificato” (Imprimatur, 2017) proprio sulla questione. Scrive Nazari:
«il giurista Luca Benci nel suo utile e bel libro ‘Tutela la salute’ afferma: “Non è la mancanza di controlli che genera il problema: è l’istituto della libera professione il problema” (p. 67). Anche se poco dopo mitiga l’affermazione “In tutta onestà intellettuale non è certo possibile attribuire alla libera professione dei medici il problema delle liste d’attesa, visti i problemi strutturali e di definanziamento che ci sono stati e ci sono attualmente”». Continua

Cassazione. Confermata condanna per omicidio colposo a infermiere che aveva dato un codice verde anziché giallo al pronto soccorso

Pubblicata su Quotidiano sanità in data odierna.

Premessa
Ennesima sentenza della Cassazione (IV sezione penale, sentenza 10 aprile 2017, n. 18100) di riconoscimento di responsabilità inerente l’operato di un infermiere al triage del pronto soccorso dove viene in essere, ancora una volta, la sottovalutazione del codice di triage – verde in luogo di giallo – e di tutto quello che ne consegue in seguito alla sottovalutazione del codice colore.
Il paziente decede in seguito al mancato trattamento al pronto soccorso.
Questa volta troviamo un elemento di novità relativo a una ulteriore sottovalutazione che risulta nuova rispetto ai precedenti: la sottovalutazione della familiarità risultante dall’anamnesi.

Continua

Tutela la salute: la recensione di Ivan Cavicchi

Ringrazio Ivan Cavicchi per la recensione pubblicata ieri su Quotidiano sanità dal titolo “Ecco perchè tutti dovrebbero leggere il libro di Benci”

Vorrei che tutti leggessero il libro appena pubblicato di Luca Benci“Tutela la salute” (imprimatur Reggio Emilia 2017) perché l’analisi che ci propone ha tre pregi:
• l’attualità con le questioni che sono sul tappeto
• la lucidità sovra-ideologica di chi guarda alla sanità con laicità e disincanto
• la competenza professionale
Luca Benci è un giurista molto bravo cioè uno che certamente legge il mondo attraverso le sue leggi, ma in particolare che legge la sanità come “uno studioso e lavoratore di diritto” (definizione di giurista).  Continua

Tutela la salute: la recensione di Daniele Rodriguez

Ringrazio Daniele Rodriguez per la bella recensione di “Tutela la salute” (Imprimatur, 2017) pubblicata sulla Città invisibile del 21 aprile 2014

Il titolo del libro “Tutela la salute” testimonia l’appassionato approccio dell’Autore, Luca Benci, all’articolo 32 della Costituzione, che attribuisce alla Repubblica la tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo ed interesse della collettività. Il sottotitolo “Il diritto alla salute negato, privatizzato, mercificato”, pur perfettamente aderente agli argomenti del testo, è francamente riduttivo: non consente infatti di cogliere la progressione dell’analisi e la scansione logica che collega le varie aree tematiche affrontate nel volume. Piace riprendere un’espressione adottata dall’Autore nella sua presentazione: regressione del diritto fondamentale della salute. L’espressione coglie il processo involutivo che ha coinvolto il diritto alla salute, dopo il suo – comunque tardivo rispetto alla carta costituzionale – riconoscimento attraverso il servizio sanitario nazionale. Anche questa espressione pare tuttavia imperfetta, perché il processo di regressione è iniziato prima della compiuta affermazione del diritto. Continua

Il suicidio assistito di Davide Trentini: italiano “migrante di diritti”

Ancora una volta è stato necessario migrare all’estero per trovare una morte dignitosa. Davide Trentini ha cercato asilo in Svizzera per trovare fine alle sue sofferenze. Il disegno di legge sulle disposizioni anticipate di trattamento (DAT e non quindi testamento biologico) anche se vedesse la luce non risolverebbe comunque il problema. Suicidio assistito e eutanasia rimarrebbero reato e punito dal codice penale.

La mia intervista su Controradio Firenze.

Mia intervista su Tutela la salute

Cesare Fassari, direttore di Quotidiano sanità, mi intervista sull’uscita di Tutela la salute. Uscita oggi.

“L’immagine del Ssn più equo del mondo, ormai è un paravento. La nostra sanità pubblica sta andando a picco”.
L’ultimo libro di Luca Benci

“Rischiamo un ridimensionamento del nostro Servizio sanitario nazionale e una sua riduzione al “pavimento” (pavimento è qualcosa che si colloca in basso) di diritti. Nei primi anni novanta ci provò l’allora ministro De Lorenzo a riattivare delle ‘mutue volontarie’ che avrebbero permesso addirittura la mancata iscrizione al Servizio sanitario nazionale. Oggi rischiamo invece di avere un doppio livello di prestazioni erogabili: una parte fruibili per tutti e una parte destinate a chi le può acquistare”

Cesare Fassari, direttore di Quotidiano sanità, mi intervista sull’uscita di Tutela la salute.

  1. Diritto alla salute, negato, privatizzato e mercificato. Questo il sottotitolo del suo ultimo libro. Ma le cose stanno veramente così?

Il sottotitolo del libro segue il titolo che è Tutela la salute, non a caso la citazione della Costituzione. Nell’ambito del diritto alla salute molto è stato fatto negli scorsi decenni per l’attuazione del principio costituzionale e gravi sono rimaste alcune carenze. Negli ultimi anni in nome della “sostenibilità” del Servizio sanitario nazionale una parte dei diritti acquisiti precedentemente, sono sotto attacco e i meccanismi – perché di tali si tratta – di negazione, privatizzazione e mercificazione si sono intensificati. I risultati sono sotto gli occhi di tutti e la retorica del Servizio sanitario più equo del mondo è ormai un paravento che nasconde realtà che sono sotto gli occhi di tutti. In particolare il fenomeno del c.d. undertreatment che consiste nelle sempre più ampie zone di non cura: una parte dei cittadini che rinuncia a curarsi per motivi economici. Se il diritto alle prestazioni sanitarie è subordinato – in parte ovviamente – alla capacità di acquisto si trasforma la salute in una “merce” acquistabile al pari di altri beni. Non è retorico sottolinearlo. Continua