Addio a Stefano Rodotà. Mio personale ricordo

Stefano Rodotà ci ha lasciato. Giurista, politico, opinionista, saggista, bioeticista Rodotà è stato molte cose insieme. E’ stato anche parlamentare e Garante della privacy.
Ha insegnato diritto civile alla Sapienza e ha lasciato saggi importanti sui diritti civili, sulla bioetica, sui diritti di genere, sui diritti di cittadinanza.
Appassionato, rigoroso, con una capacità di analisi non comune.
Ho studiato, come tanti, sui suoi testi, sui suoi articoli, sui suoi saggi. Ho attinto a sue molte riflessioni. Due anni fa l’ho incontrato e abbiamo avuto vari scambi di mail. Gli avevo chiesto di fare la presentazione del volume uscito poi, in ritardo, in questa primavera: Tutela la salute: il diritto alla salute negato, privatizzato e mercificato.
Conservo la sua mail in cui mi diceva di non poterla fare perchè “non competente” su alcuni argomenti e per impegni editoriali in corso (“Diritto di amore”, splendido ultimo suo libro sui diritti delle coppie omoaffettive).
Raramente ho riscontrato tale onestà intellettuale di cui comunque non avevo dubbi anche se tale decisione mi comportava un grande dispiacere.
Nell’aprile scorso gli ho mandato, con dedica, il libro appena pubblicato.
Mi ha colpito il fatto che non abbia risposto. Non era da lui, ma sapevo che non stava bene.
Mi mancherà.