Il master in bioetica dell’Università di Torino

Maurizio Mori, Ordinario di Bioetica all’Università di Torino spiega le ragioni del master 

Non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo vediamo che la situazione socio-politico-culturale è in subbuglio. I fattori di questa nuova condizione sono molteplici e di non facile individuazione. I cambiamenti sono tanto repentini e così profondi da provocare un vero e proprio sconcerto, che a volte induce a pensare che tutto ciò sia causato dal passaggio dall’era dei Pesci a quella dell’Acquario…!

Restando ancorati a prospettive razionali, si può osservare che, oltre ai nuovi assetti geopolitici (Europa, Usa, Russia, Cina, India, Brasile, ecc.) e alle grandi migrazioni, alla base della questa situazione storica sta il nuovo ruolo assunto dalla tecnica: quasi in contemporanea e in interazione tra loro abbiamo assistito alle rivoluzioni informatica, telematica e robotica coniugate con la rivoluzione biomedica. L’effetto di questo mix è un profondo (e forse imprevisto) cambiamento di alcuni parametri della vita sociale tradizionalmente intesa.

Per limitare il campo all’ambito biomedico, basta ricordare che l’allungamento della vita individuale sta portando a un numero crescente di ultracentenari: mai prima d’ora se n’erano visti tanti. Come sarà la società quando l’aspettativa di vita media sarà oltre i cent’anni? Dall’altra parte dello spettro, il controllo della riproduzione umana rende possibile la gravidanza in periodi diversi, con una possibilità di scomposizione delle figure parentali che sinora poteva essere solo fantasticata. Il continuo aggiornamento delle conoscenze in campo evoluzionistico, infine, favorisce un nuovo atteggiamento nei confronti dei non umani, cosicché molti sentono l’esigenza di ripensare i rapporti uomo-animale, e aumenta il numero dei vegetariani.

Molte persone e cittadini si interrogano sulla moralità delle nuove possibilità aperte dalla rivoluzione biomedica, e in particolare gli operatori sanitari, che sono coinvolti in prima persona nelle nuove pratiche. A volte, le questioni si presentano così ingarbugliate da non sapere da che parte cominciare per sbrogliare la matassa. Per questo è diffusa è l’esigenza sia di avere quadri interpretativi capaci di gettare luce sui problemi o almeno di far emergere i punti di divergenza e di convergenza, sia di avere spazi in cui poter confrontare le varie posizioni sulle diverse questioni bioetiche. Quest’aspetto diventa particolarmente urgente nella nostra società in cui si riscontra il pluralismo etico, ossia una varietà di codici morali ritenuti accettabili e rispettabili. In questo quadro, un punto scriminante sta nel fatto che la secolarizzazione come “disincanto del mondo” fa sì che l’etica sia svincolata dalla religione, e cioè sia laica.  Per l’etica laica le soluzioni morali da proporre a tutti vanno giustificate a prescindere da specifiche convinzioni religiose. Questo punto è controverso e merita di essere discusso.

Per offrire un’opportunità di approfondimento e di confronto sulle questioni bioetiche in questo stile aperto al pluralismo etico, il Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino promuove il Master di 1° livello in Bioetica che ha nel titolo il termine “Pluralismo”. Si vuole con ciò sottolineare l’importanza del confronto tra diverse prospettive etiche, al fine di consentire al masterizzando l’acquisizione degli strumenti concettuali richiesti per un proprio punto di vista.

Come è noto, la cattedra di Bioetica a Torino nel tempo ha elaborato una solida prospettiva di etica laica, che da sempre ha sviluppato il confronto tra le varie posizioni culturalmente rispettabili. Nelle precedenti edizioni del Master, questo pluralismo etico era interno all’Università di Torino, mentre dalla prossima edizione 2018/20 si avvierà la collaborazione con un gruppo di docenti di Università pontificie, che ancor meglio garantiscono il confronto tra le varie prospettive. Oltre ai docenti dell’Università di Torino che già hanno collaborato alle precedenti edizioni, sotto la direzione di Maurizio Mori, fanno parte del Comitato scientifico tra gli altri Palma Sgreccia, docente all’Università Lateranense e all’Angelicum, che è il vice-direttore del Master, e Mauro Cozzoli, emerito all’Alfonsianum.

Le lezioni si svolgeranno tutte a Torino, e saranno caratterizzate dall’apertura al dialogo tra le diverse prospettive: laiche, cattoliche, protestanti, islamiche, ebraiche, buddiste. A partire da preliminari chiarimenti circa la natura dell’etica e l’argomentazione morale, saranno affrontati pressoché tutti i temi centrali della bioetica, dall’aborto all’eutanasia, dal consenso informato agli organismi transgenici, dai trapianti al problema dello specismo.

Un Master a tutto tondo che intende guidare persone interessate a dialogare con profitto su questioni di vitale importanza. Il risultato che si propone è quello di dare ai partecipanti gli strumenti più idonei affinché ciascuno possa, durante il percorso, formare il proprio pensiero ma anche acquisire e mantenere la capacità di dialogare con tutti gli altri.