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Ma siamo sicuri che il problema sia chiamarlo “paziente”?

Pubblicato su Quotidiano sanità

La discussione su come chiamare il soggetto destinatario della prestazione sanitaria non è nuovo e non credo che si chiuderà a breve.  Provo a cogliere la sollecitazione che mi è arrivata da Mauro Gugliuccello su queste colonne che mi chiama in causa – insieme ad altri – per una trasformazione lessicale del termine “paziente”. Gugliuccello auspica la sua trasformazione in “persona assistita”.

Premetto che il dibattito non mi ha mai entusiasmato. Quando comparve, per la prima volta negli anni novanta dello scorso secolo, la parola “cittadino” nel codice di deontologia medica rimasi colpito. Cittadino quindi titolare di diritti. Nel diritto romano il cittadino aveva lo status libertatis che lo distingueva dallo schiavo. Modernamente il cittadino è titolare di diritti di cittadinanza dovuta all’influsso della dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino del 1789, la parte migliore della rivoluzione francese. Oggi per diritti di cittadinanza si intendono una serie di prerogative di partecipazione alla vita pubblica.

Non credo che sia un caso che sia stato proprio il codice dei medici a usare, per la prima volta, il termine cittadino (non mi sembra, tra l’altro, che sia stato seguito da altri). Gli anni novanta sono stati caratterizzati, da un punto di vista deontologico, dal terremoto della sentenza “Massimo” sul consenso informato. Per la prima volta un medico veniva condannato per omicidio preterintenzionale per avere carpito il consenso a una paziente (persona? Cittadina?, mannaggia Gugliuccello…) con una falsa informazione e averla operata. Successivamente la “signora” è deceduta in consenguenza dell’intervento e fu costruita la grave fattispecie dell’omicidio preterintenzionale che ha portato a una grave condanna il medico e alla sua radiazione. Il caso Massimo ha scosso la deontologia medica e il termine “cittadino” usato per la prima volta appariva, quanto meno ai miei occhi, come il tentativo di superare la concezione paternalistica di derivazione ippocratica che permeava allora tutto il comportamento medico con un comportamento fortemente asimmetrico verso il paziente (o cittadino? o persona?). Continua

Addio straordinario obbligatorio? Le “correzioni” proposte

Le organizzazioni sindacali firmatarie della preintesa contrattuale propongono di emendare ben 34 articoli su 96. Questo significa che più di un articolo su tre contiene errori che devono essere modificati. Colpisce molto anche che l’articolo sullo straordinario obbligatorio, prima difeso come ininfluente e non peggiorativo dello stato di cose esistente, oggi si sostenga che in sede di trattativa sia stato dichiarato “irricevibile”. Vi è da domandarsi cosa realmente sia stato firmato in quella sede.

Per un commento definitivo bisogna aspettare la stesura finale e il risultato complessivo del contratto. Leggi le correzioni proposte Le proposte di correzione di cgil, cisl e uil

Elezioni Ordini. Che delusione il primo decreto Lorenzin

Pubblicato su Quotidiano sanità

Lo anticipo subito: il decreto ministeriale del 15 marzo 2018 sulle regole elettorali degli ordini professionali sanitari è francamente deludente.
Avevo salutato con soddisfazione la parte della legge 3/18 con particolare riferimento alle improcastinabili nuove regole elettorali che pensionavano le decisamente inaccettabili norme precedenti.

Le novità rilevanti contenute nella legge sono:
1. indipendenza del seggio e possibilità di pluralità di sedi;
2. un sistema elettorale per liste e non più per singoli nominativi;
3. l’equilibrio di genere e il ricambio generazionale;
4. la previsione di regolamenti elettorali di dettaglio emanati dalle Federazioni.

Vediamo come il decreto ministeriale ha recepito le novità legislative. Continua

Contratto del comparto. Perché è un errore l’introduzione dello straordinario obbligatorio

Pubblicato su Quotidiano sanità

Premessa
Abbiamo registrato, sull’ipotesi contrattuale firmata a febbraio, un’insoddisfazione e opposizione che non si verificava da decenni. Bisogna risalire al 1978 e alla clamorosa nascita di un forte movimento di protesta contro un contratto degli “ospedalieri” firmato dalla allora FLO (Federazione lavoratori ospedalieri, sigla in cui confluivano Cgil, Cisl e Uil). L’insoddisfazione, allora, si manifestò con gli strumenti tipici delle lotte dei lavoratori dell’epoca: scioperi spontanei, improvvisi, “selvaggi”, manifestazioni ecc. Questa volta l’insoddisfazione si manifesta con la protesta nei social, con la proclamazione di scioperi nel tempo e altre forme. Continua

Il nuovo contratto sanità. Le tante criticità di una firma frettolosa

Pubblicato su Quotidiano sanità

L’ipotesi contrattuale firmata il 23 febbraio dalle maggiori sigle sindacali pone fine alla vacatio contrattuale più lunga di sempre. La firma arriva anche dopo la pronuncia di incostituzionalità del blocco contrattuale. L’ipotesi contrattuale, corposa ancorché non completa – vi saranno delle “code contrattuali” – , rappresenta dopo quasi venti anni il vero rinnovo dell’impianto contrattuale. Si tratta di circa 120 pagine di articolato. In questa sede analizzeremo solo alcuni istituti che hanno avuto sensibili cambiamenti. Continua

Approvato il nuovo contratto di lavoro del comparto sanità

Siglata oggi l’ipotesi di accordo del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto sanità.

Scarica il contratto 

Contratto del comparto. Carriere organizzative e professionali peggiorative dell’esistente

Pubblicato su Quotidiano sanità

La misteriosa bozza che circola sul contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto non ha curiosamente avuto smentite e conferme di paternità. Nel complicato dibattito sul contratto non possiamo altro che prenderla per ufficiale per potere riflettere su alcuni punti fondamentali. Colpisce sfavorevolmente tutta la parte dedicata all’orario di lavoro che si palesa ampiamente illegittima, pur nel sistema delle deroghe previste dalla legge comunitaria, come bene illustrato in queste pagine da Carlo Palermo. Vi è da domandarsi cosa stia spingendo le organizzazioni sindacali – o parti di esse – a derogare così pesantemente a diritti riconosciuti a tutti i lavoratori europei.
Concentreremo però la nostra attenzione sul sistema delle carriere. Le carriere gestionali vengono ridisegnate, mentre per la prima volta, si tenta di istituire, meritoriamente, le carriere clinico-professionali. Tutto il sistema abbandona definitivamente la classica impostazione di carriera da pubblico impiego caratterizzata dalla carriera verticale da perseguirsi con concorsi pubblici per titoli ed esami – va in soffitta anche la largamente fallimentare categoria Ds – a favore del sistema privatistico degli incarichi di funzione attribuibili con selezione interna, sottoposti a valutazione e revocabili. Continua

Legge Lorenzin: arriva il nuovo ordine professionale “multialbo” (2ª parte)

Pubblicato su Quotidiano sanità

Nella prima parte avevamo ipotizzato le regole attuative dei decreti ministeriali previsti dalla legge 3/2018 relative alla composizione dei seggi e alla normativa elettorale previste per tutti gli ordini professionali con particolare riferimento agli enti ordinistici dei medici, degli infermieri e delle ostetriche.
Per gli infermieri vi è ancora da determinare la composizione del consiglio direttivo e la costituzione delle commissioni di albo degli infermieri pediatrici di cui, francamente, se ne poteva fare a meno, vista la comunanza pressoché sovrapponibile delle figure dell’infermiere e dell’infermiere pediatrico. Continua

Consigli, non richiesti, sui decreti applicativi della legge Lorenzin (1ª parte)

Pubblicato su Quotidiano sanità

Con la pubblicazione della legge 11 gennaio 2018, n. 3 “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute” – c.d. Lorenzin – si apre per gli Ordini professionali il non facile capitolo dei decreti applicativi.
Se ne attendono almeno quattro per determinare la composizione del consiglio direttivo degli ordini multialbo di infermieri e tecnici sanitari, professioni della riabilitazione e della prevenzione nonché per tutti gli Ordini – medici compresi – le nuove norme elettorali e di incompatibilità.
Non ci sarà invece bisogno di alcun ulteriore atto per la trasformazione del nome dei vecchi Collegi in Ordini in quanto dal 15 febbraio – data di entrata in vigore della legge – il cambiamento sarà automatico.
Concentreremo la nostra attenzione, in questa prima parte, sui decreti che prevederanno il cambiamento delle norme elettorali per quanto riguarda i Consigli direttivi degli Ordini dei medici, degli infermieri e delle ostetriche rinviando alla seconda parte le problematiche relative al complesso Ordine dei “tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione” composto, inizialmente, da diciannove albi professionali.
In questa parte faremo delle proposte sui Consigli direttivi e della Commissione di Albo per la professione odontoiatrica tralasciando, al momento le Commissioni di Albo degli infermieri pediatrici per i numeri esigui di questa figura. Continua

Pubblicata in Gazzetta ufficiale la legge “Lorenzin”

Pubblicata il 31 gennaio 2018 la legge 11 gennaio 2018, n. 3 “Delega al Governo in materia di sperimentazione clinica di medicinali nonché disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della salute”.

La legge – attesa in particolar modo per la riforma degli Ordini professionali delle professioni sanitarie contiene numerose innovazioni anche su altre materie come la sperimentazione di farmaci, la medicina di genere, l’istituzione delle professioni di osteopata e chiropratico e norme di inasprimento sull’esercizio abusivo della professione.
Contiene anche alcune modifiche alla legge 24/17 c.d. legge Gelli.

Scarica la legge pubblicata in Gazzetta Legge 3:2018