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“La contenzione fisica non è un atto terapeutico”. La Cassazione sul caso “Mastrogiovanni”

Pubblicato su Quotidiano sanità

La vicenda di Franco Mastrogiovanni è giunta, dunque, alla conclusione.
Il “maestro più alto del mondo” era stato sottoposto nel 2009 a un trattamento sanitario obbligatorio, ricoverato in SPDC a Vallo della Lucania, viene prima sedato farmacologicamente (contenzione farmacologica) e successivamente anche meccanicamente, attraverso “fascette dotate di viti di fissaggio applicate ai quattro arti e fissate alle sbarre del letto”.
Mastrogiovanni non viene più liberato dalla contenzione e dopo oltre ottanta ore ne viene constatato il decesso. La causa di morte viene riscontrata in un edema polmonare.
Coinvolti come imputati  ben diciassette tra medici e infermieri per sequestro di persona (art. 605 cp), morte come conseguenza di altro reato (art. 586 cp) e, limitatamente ai medici, falso ideologico in atto pubblico (art. 479 cp).
In primo grado, il Tribunale di Vallo della Lucania condanna solo i medici; la Corte di appello di Salernoin condanna anche gli infermieri. La Cassazione ha sostanzialmente confermato l’impianto della sentenza di appello.
Vicenda complessa che ha avuto come particolarità la videogistrazione di tutto l’evento: il reparto, infatti, era dotato di un impianto di videosorveglianza e videoregistrazione che – in evidente contraddizione con la legge sulla privacy (di cui non si è discusso) – ha mostrato un eccezionale documento che ha permesso di ricostruire tutta la vicenda.
A livello mediatico si registra anche la presenza del film “87 ore” di Costanza Quatriglio. Continua

L’informazione al paziente non è più monopolio del medico

Pubblicato su Quotidiano sanità

L’informazione alla persona assistita e l’acquisizione del consenso ha acquisito una fondamentale importanza a partire dagli anni novanta dello scorso secolo.Nel 1998 nella Rivista di diritto delle professioni sanitarie Daniele Rodriguez scriveva un editoriale affrontando la titolarità dell’informazione alle attività sanitarie.
Dopo venti anni è giusto riproporsi la domanda dopo i cambiamenti normativi, professionali e culturali intercorsi.
L’informazione relativa ai dati di salute del paziente e a suoi familiari è tradizionalmente e storicamente demandata alla professione medica. Negli ultimi decenni ogni professione sanitaria ha acquisito però un proprio spazio di informazione e consenso all’attività sanitaria che cercheremo di puntualizzare e che ha creato e ripuntualizzato spazi esclusivi all’informazione medica, spazi condivisi tra il medico e le altre professioni sanitarie e spazi esclusivi di informazione e acquisizione del consenso da parte delle professioni sanitarie. Vedremo, poi in realtà, come il concetto di esclusività oggi ceda a fronte delle relazioni interprofessionali.
In questo articolo la dicitura “professioni sanitarie” rispetta la convenzione in uso, di carattere sociologico e non giuridico, con cui si intendono per tali tutte le professioni sanitarie diverse da quella medica. Continua

Il master in bioetica dell’Università di Torino

Maurizio Mori, Ordinario di Bioetica all’Università di Torino spiega le ragioni del master 

Non solo in Italia, ma in Europa e nel mondo vediamo che la situazione socio-politico-culturale è in subbuglio. I fattori di questa nuova condizione sono molteplici e di non facile individuazione. I cambiamenti sono tanto repentini e così profondi da provocare un vero e proprio sconcerto, che a volte induce a pensare che tutto ciò sia causato dal passaggio dall’era dei Pesci a quella dell’Acquario…!

Restando ancorati a prospettive razionali, si può osservare che, oltre ai nuovi assetti geopolitici (Europa, Usa, Russia, Cina, India, Brasile, ecc.) e alle grandi migrazioni, alla base della questa situazione storica sta il nuovo ruolo assunto dalla tecnica: quasi in contemporanea e in interazione tra loro abbiamo assistito alle rivoluzioni informatica, telematica e robotica coniugate con la rivoluzione biomedica. L’effetto di questo mix è un profondo (e forse imprevisto) cambiamento di alcuni parametri della vita sociale tradizionalmente intesa. Continua

Esiste l’infermieristica legale e forense?

Pubblicato su Quotidiano sanità

Premessa
Un tassello della legge Gelli, tra le varie inapplicazioni, è stato messo. A maggio scorso è stato stipulato un accordo tra la Federazione degli ordini dei medici, il Consiglio nazionale forense e il Consiglio superiore della magistratura.
Ricordiamo che l’articolo 15 della legge 24/17 ha stabilito un regime speciale per le consulenze tecniche d’ufficio e le perizie per i procedimenti giudiziari di responsabilità sanitaria.
Nei procedimenti civili e penali l’espletamento della consulenza tecnica e della perizia da parte dell’autorità giudiziaria – e solo dell’autorità giudiziaria – deve essere affidato a un medico specializzato in medicina legale e a uno o più specialisti della disciplina che “abbiano specifica e pratica conoscenza del procedimento” e che devono essere scelti tra gli iscritti agli albi.
Inoltre si stabilisce che in sede di revisione degli albi – di questi specifici albi circondariali e non degli albi degli ordini per intendersi – deve esse inserita “oltre a quella medico legale”, “un’idonea e adeguata rappresentanza di esperti delle discipline specialistiche, riferite a tutte le professioni sanitarie”. Continua

La chiusura dell’Istituto Camillianum. Colpevole di apertura al mondo laico?

Pubblicato su Quotidiano sanità

Il dibattito bioetico trova da sempre una forte contrapposizione tra gli orientamenti laici e cattolici. Il dialogo tra questi due mondi è sempre stato difficile e problematico, quando talvolta impossibile. Valori morali di fondo diversi, analisi diverse, conclusioni agli antipodi. In questi ultimi anni, caratterizzati dal papato di Francesco, si erano registrate una serie di significative aperture verso il mondo laico.
Uno dei più autorevoli istituti universitari cattolici nel mondo, l’unico a occuparsi di teologia pastorale sanitaria, in questi anni ha operato un costante rapporto dialogico proprio con il mondo laico che è sfociato in un “documento di sintesi” su uno degli argomenti più caldi della contrapposizione laici/cattolici: la gestione umana della generazione e della riproduzione.
Vedere in un unico documento le firme di autorevoli studiosi cattolici – Palma Sgreccia, Elio Sgreccia e Francesco D’Agostino tra tutti – e autorevoli studiosi laici come Maurizio MoriPierluigi DonatelliDemetrio Neri e Emilio D’Orazio non può non colpire per novità e originalità di approfondimento. Continua

Pubblicato il nuovo decreto sulla privacy

Come da previsioni normative è stato emanato il nuovo decreto legislativo 101/2018 che adegua la normativa nazionale – il vecchio Codice della privacy recepito con il D. Lgs 196/2003 – con il Regolamento europeo entrato in vigore nel maggio scorso.

La materia diventa sempre più complessa e di non facile lettura. Per la sanità si riscontra la novità di non obbligatorietà dell’acquisizione del consenso scritto per il trattamento dei dati personali anche se pare non essere destinato a mutamenti significativi visto che per la comunicazione dei dati – a parenti o a persone significative – permane l’obbligo di consenso. Permane inoltre l’obbligo del consenso scritto quando i dati personali sono raccolti presso terzi (es. parenti). Questo obbligo non è però del tutto tassativo (la legge scrive “preferibilmente per iscritto”.
Non verrà quindi meno la modulistica ma soltanto cambierà la formulazione ivi contenuta.
Gli ex incaricati del trattamento – es. un medico, un infermiere o un qualsiasi altro esercente la professione sanitaria – si chiamano oggi “autorizzati”.
Sono previste diverse modalità semplificate di informazione per le strutture sanitarie.
A breve pubblicheremo un approfondimento analitico della disciplina.
Scarica il nuovo decreto legislativo Privacy nuovo codice 2018 non europeo 2

Vaccinazioni: dalla coercizione all’obbligo flessibile. Le debolezze dell’approccio muscolare

Pubblicato su Quotidiano sanità

Premessa
Le questioni vaccinali  continuano a fare discutere. Quello che stupisce è la continua confusione che viene operata tra le questioni medico-scientifiche e le politiche sanitarie legate alle vaccinazioni.
Viene spesso citata la frase di Roberto Burioni sull’antidemocraticità della scienza. Burioni, con lo stile perentorio che abbiamo imparato a conoscere, afferma senza mezzi termini che non è il comune cittadino che ha diritto di parola, ma solo “chi ha studiato”. L’affermazione è di per sé apodittica in quanto non spiega fino in fondo la complessità della questione e non distingue tra la parte scientifica vera e propria e l’utilizzo che la società decide di fare di questa.
La ricerca, lo studio, l’introduzione dei vaccini sono senza dubbio facenti parte del consesso scientifico e che in quell’ambito si collocano. Da questo punto di vista non vi è dubbio che la scienza non soggiace ai principi democratici della rappresentatività e della maggioranza.
Diverso è invece parlare di politiche sanitarie che non sono, come ben comprensibile, appannaggio degli scienziati.
Le politiche sanitarie non vengono sottratte alle scelte democratiche con la scusa della complessità tecnica, come spesso ripeteva Stefano Rodotà. Continua

GENOVA PER NOI

I gravissimi fatti di Genova ci hanno posto il dilemma sulla conferma o meno dell’evento formativo che era stato programmato per il 19 settembre. Cogliendo anche l’invito fatto dalla autorità locali a “non dimenticare Genova”, a visitarla e farla vivere abbiamo confermato l’evento abbassando significativamente la quota di iscrizione al fine di favorirne la partecipazione. Il costo – 25 euro –  serve solo a coprire le spese vive del corso stesso: accreditamento, sala, segreteria.

Libri, trattamenti sanitari coercitivi e polemiche

Su Quotidiano sanità  il dottor Gianni Porro, medico psichiatra, in una lettera al direttore, intitolata “Benci e i medici”  ironizza con il sottoscritto e contesta alcune affermazioni riportate nel mio articolo di commento alla sentenza di condanna del Tribunale di Termini Imerese nei confronti di un medico che ha imposto una trasfusione coattiva a un paziente dissenziente.

Qui di seguito la mia risposta, sempre pubblicata sulla stessa testata online dal titolo
Io, i medici, il dottor Porro e una libreria piena di libri.

Gentile direttore,
vengo chiamato in causa dal dottor Gianni Porro dalle colonne di questo giornale su un mio articolo recentemente pubblicato di commento a una sentenza che ha visto la condanna per violenza privata nei confronti di un medico che ha imposto una trasfusione a una paziente dissenziente. Prima di rispondere nel merito preciso che non formulerò critiche personali, non solo perché non è mio costume farlo, ma anche perché non conosco il dottor Porro. Continua

La guida dell’Inps per la certificazione di malattia per i lavoratori pubblici e privati

L’Inps ha pubblicato una guida riassuntiva di tutti gli adempimenti, di tutti i diritti e i doveri dei lavoratori in malattia nel settore pubblico e privato. La normativa in questi anni è cambiata numerose volte a partire dall’introduzione del sistema di certificazione telematica e dalla differenziazione – inspiegabile in realtà – tra il settore pubblico e privato.

Una guida, non particolarmente approfondita, ma comunque utile.

Scarica la guida Guida Inps malattia 2

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