Tutela la salute: la recensione dell’Ansa

Ringrazio Livia Parisi dell’Agenzia Ansa della recensione su Ansa salute

 biotestamento a vaccini, viaggio tra diritto e sanità

Giurista Benci ripercorre storia articolo che “Tutela la Salute”

ROMA

(ANSA) – ROMA, 5 GIU – Dalla legge sul biotestamento a quella sulla fecondazione assistita, dalla reintroduzioni delle mutue ai project financing per gli ospedali, fino alla violenza istituzionale che ha visto coinvolte strutture sanitarie, come nel caso di Franco Mastrogiovanni, ricoverato con un Tso e deceduto dopo 87 ore di agonia. Passa in rassegna tutti i temi sanitari più dibattuti il libro “Tutela la Salute” (Imprimatur, 2017, 224 pp.) del giurista Luca Benci, che non manca di approfondire il tema delle vaccinazioni, mettendo in guardia: “è verosimile che un atto normativo che sancisca la nuova coercibilità possa produrre effetti contrari e di forte opposizione”. Serve “un investimento in comunicazione per incrementare importanti politiche di sanità pubblica”.
“La Costituzione tutela il diritto alla salute; ma quest’ultimo è minacciato dal definanziamento del Servizio Sanitario Nazionale, dalla privatizzazione strisciante e dal mancato riconoscimento di alcuni diritti bioetici”. Da qui prende le mosse nel iniziare a dipingere un quadro poco roseo della situazione che, in un contesto di tagli lineari pari 30 miliardi dal 2010 al 2015, ha visto la salute diventare “merce” sempre più difficile da pagare per milioni di persone. Il libro ripercorre l’evoluzione dell’articolo 32, dalla sua introduzione con la Costituzione del 1948, fino ad oggi, passando per l’istituzione del ministero della Sanità nel 1957 l’introduzione del Servizio sanitario nazionale nel 1978 e la riforma del titolo V che ha ampliato la competenza alle regioni. Dito puntato contro il tentativo di riproporre il mutualismo come alternativa alla sanità pubblica, un sistema che era stato abolito negli anni Settanta “lasciando ampi debiti pubblici”. E il “J’accuse” non risparmia la pratica del project financing per finanziare ospedali pubblici, con cui si dà la possibilità al privato di realizzare opere pubbliche attraverso un contratto di concessione, ma che rappresenta una “Caporetto per i conti pubblici. Il viaggio attraverso gli aspetti giuridici della nostra sanità include la “rivoluzione del consenso informato” che impone a chi cura di informare chiaramente il paziente. E passa attraverso il diritto all’autodeterminazione in punto di morte, con la giurisprudenza dettata dal caso di Eluana Englaro.
Sviscera quindi il concetto della ‘democraticità della scienza’ in riferimento a pressioni popolari tendenti a richiedere una totale “libertà di cura”, che, complice la poca chiarezza del nostro ordinamento, hanno spianato la strada a Di Bella e Stamina. L’ultimo capitolo riguarda la medicina difensiva, il cui caso paradigmatico sono “il 43% dei parti cesarei effettuati in modo inappropriato ovvero per solo motivi ‘cautelari'”.
(ANSA).
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