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decreto vaccini

Vaccini. Lettera aperta a Elena Cattaneo

Ho scritto una lettera aperta a Elena Cattaneo e pubblicata su Quotidiano sanità dopo avere letto una sua intervista su Repubblica in merito alla legge sui vaccini.

Gentile professoressa e senatrice,
mi rivolgo a lei dopo avere letto il suo articolo su Repubblica del 31 agosto in cui lei afferma testualmente:
a) “legge sui vaccini, una delle migliori, se non la migliore, dell’intera legislatura, almeno da un punto di vista del miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini, fine ultimo di ogni vera democrazia”;
b) “L’obbligo, a detta di tutti, si è profilato come una scorciatoia inevitabile: il metodo più veloce ed economico per scongiurare nuovi decessi, decessi di bambini che durante il dibattito sulle vaccinazioni aumentavano drammaticamente”;
c) “Non esiste una legge perfetta, esistono buone leggi: quella sui vaccini è una buona legge, realizzata in tempi apprezzabili. Una cosa di cui andar fieri”.

Le scrivo nella sua doppia veste, di scienziata e di senatrice, per manifestare il mio dissenso dalle sue posizioni.
Cerco di spiegarmi. Ho scritto su questo giornale tre articoli sulla questione legata alle vaccinazioni intervenendo sul dibattito, sul decreto legge e sulla conversione del decreto. Continua

Decreto vaccini: la prova muscolare del Governo

Pubblicato in data odierna su Quotidiano sanità con il titolo Non è un problema di “no vax”. Vaccinazioni sacrosante ma questo decreto non è lo strumento giusto

Premessa
E’ stato pubblicato, dopo una lunga gestazione, il discusso decreto legge 7 giugno 2017, n. 73 “Disposizioni urgenti in materia vaccinale”.
La questione che si pone in merito al decreto vaccini e al suo dibattito non è, quanto meno per chi scrive, relativa al merito sulla scientificità della pratica vaccinale, che diamo per scontata, quanto sulla idoneità di un decreto impositivo dell’obbligo e sulla sua capacità a produrre gli sperati effetti legati all’aumento della copertura vaccinale.
La questione quindi non è scientifica, bensì giuridica con forti riflessi di opportunità politica.
Nel dibattito pubblico sui vaccini e sul loro regime di obbligatorietà si è posto in queste settimane più volte il problema se siano lecite alcune misure di coercizione e di obbligo e se esse siano compatibili con il dettato costituzionale.
Come è noto l’articolo 32 della Costituzione stabilisce, dopo avere precisato che la “Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario obbligatorio se non per disposizione di legge”. Continua