La riforma degli ordini professionali. Ecco cosa cambierà per i medici e per tutte le altre professioni sanitarie (prima parte)

Pubblicato su Quotidiano sanità

La riforma degli Ordini e la costituzione di nuovi numerosi Albi professionali è stata salutata con un (quasi) generale plauso.
Ad eccezione della Fnomceo  tutto il novero delle professioni si è dichiarato soddisfatto.
Cerchiamo di capire meglio la portata delle innovazioni tenendo presente i diversi riflessi che si potranno avere nelle categorie professionali.
Tecnicamente la riforma degli Ordini si presenta come una novella legislativa, non innovando quindi completamente la decisamente vetusta storica normativa ordinistica del dopoguerra, che mantiene l’impianto di quanto non innovato.
Avevamo già notato che la legge Lorenzin “abroga tre dei quattro capi legislativi lasciando immutata solo la parte sull’organo giurisdizionale speciale della Commissione centrale delle professioni sanitarie”. In questa prima parte affronteremo i cambiamenti che coinvolgono le varie professioni, riservando alla seconda parte sui cambiamenti dei rapporti tra la deontologia e la giustizia ordinistica.
Le innovazioni della prima parte li distingueremo tra i cambiamenti (pochi) per la professione già precedentemente “ordinata” come la professione medica, i cambiamenti per le professioni già dotate di collegio e albo professionale come le professioni infermieristiche, ostetriche e di tecnico sanitario di radiologia medica e le professioni non dotate di albo e collegio professionale. Continua