Al professionista in pronta disponibilità (attiva) spetta un giorno di riposo settimanale senza sua richiesta

reperibilit okPubblicato in data odierna su Quotidiano Sanità http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=39695

 

La Corte di cassazione (sezione lavoro, sentenza 18 marzo 2016, n. 5465) torna sull’annoso problema interpretativo della pronta disponibilità con un inquadramento e delle puntualizzazioni probabilmente definitive a normativa vigente.
Il casus belli nasce all’interno del contratto collettivo nazionale della dirigenza medica del 2005 ma le considerazioni valgono, come per stessa ammissione della Suprema Corte, anche per il contratto del comparto vista la pressoché totale sovrapposizione di norme.
Come è noto la pronta disponibilità è un istituto contrattuale che prevede l’immediata reperibilità del dipendente e del dirigente non seguito da chiamata – per la giurisprudenza “pronta disponibilità passiva” – e, in caso di chiamata – per la giurisprudenza “pronta disponibilità attiva” – nell’obbligo di recarsi al posto di lavoro a rendere la prestazione lavorativa nel più breve tempo possibile secondo accordi da definirsi in sede locale.
Inoltre i contratti stabiliscono che in caso di chiamata il lavoro può essere retribuito come straordinario o essere fruito come recupero orario. Infine, nel caso in cui la chiamata (in pronta disponibilità attiva), avvenga nel giorno di riposo settimanale al lavoratore “spetta” un giorno di riposo compensativo nella settimana successiva “senza riduzione del debito orario”. Quindi in caso di chiamata nel giorno festivo o nel giorno libero settimanale la settimana successiva il lavoratore ha diritto a un giorno di riposo mantenendo però l’obbligo complessivo del “debito orario” settimanale di 36 o 38 ore a seconda della tipologia contrattuale. Scarica l’articolo in pdf Cassazione reperibilita sito oko continua a leggere  Scarica la sentenza Cassazione reperibilita 2016 Continua