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riforma ordini professionali

La riforma degli ordini professionali. Ecco cosa cambierà per i medici e per tutte le altre professioni sanitarie (prima parte)

Pubblicato su Quotidiano sanità

La riforma degli Ordini e la costituzione di nuovi numerosi Albi professionali è stata salutata con un (quasi) generale plauso.
Ad eccezione della Fnomceo  tutto il novero delle professioni si è dichiarato soddisfatto.
Cerchiamo di capire meglio la portata delle innovazioni tenendo presente i diversi riflessi che si potranno avere nelle categorie professionali.
Tecnicamente la riforma degli Ordini si presenta come una novella legislativa, non innovando quindi completamente la decisamente vetusta storica normativa ordinistica del dopoguerra, che mantiene l’impianto di quanto non innovato.
Avevamo già notato che la legge Lorenzin “abroga tre dei quattro capi legislativi lasciando immutata solo la parte sull’organo giurisdizionale speciale della Commissione centrale delle professioni sanitarie”. In questa prima parte affronteremo i cambiamenti che coinvolgono le varie professioni, riservando alla seconda parte sui cambiamenti dei rapporti tra la deontologia e la giustizia ordinistica.
Le innovazioni della prima parte li distingueremo tra i cambiamenti (pochi) per la professione già precedentemente “ordinata” come la professione medica, i cambiamenti per le professioni già dotate di collegio e albo professionale come le professioni infermieristiche, ostetriche e di tecnico sanitario di radiologia medica e le professioni non dotate di albo e collegio professionale. Continua

Riforma o restyling degli ordini professionali?
Note in margine al disegno di legge Lorenzin

Immagine LorenzinIl recente DDL Lorenzin  approvato il 26 luglio dal Consiglio dei ministri e recante “Disposizioni in materia di sperimentazione clinica dei medicinali, di riordino delle professioni sanitarie, di tutela della salute umana e formazione medico specialistica e di benessere animale” (scarica ddl lorenzin), contiene, tra l’altro, la riforma degli ordini professionali delle professioni sanitarie.

Più correttamente dovremo dire la riforma dell’ordine dei medici, della trasformazione dei collegi infermieri e delle ostetriche in ordini professionali, della trasformazione dei collegi dei tecnici sanitari di radiologia medica e del loro ampliamento alle professioni che, ad oggi, sono prive di albo professionale.

Da un punto di vista giuridico è stato scelto il metodo della “novella” – che consiste nella modifica della legislazione esistente e non della riscrittura totale delle norme ordinistiche -, scelta che lascia perplessi, in quanto la normativa vigente è degli anni quaranta dello scorso secolo. D’altra parte, è la stessa relazione introduttiva, che sgombera il campo da una reale e radicale riforma parlando di “ammodernamento” della normativa. Continua

Riforma ordini professionali: sarà la volta buona?

Immagine ordiniPresentati tre progetti di legge sulla riforma degli ordini professionali: uno firmato dai senatori Amedeo Bianco (partito democratico e presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici) e da Annalisa Silvestro (partito democratico e presidente della Federazione nazionale dei Collegi infermieri), l’altro da Luigi D’Ambrosio (popolo della libertà e presidente dell’ordine dei farmacisti di Bari) e infine il terzo da Laura Bianconi (popolo della libertà).

Nei prossimi giorni pubblicheremo una disamina dei diversi progetti di legge evidenziandone positività e criticità.

Oggi pubblichiamo i testi da scaricare in formato pdf

Pdl Bianco-Silvestro pdl Bianco Silvestro ordini

Pdl D’Ambrosio D’Ambrosio pdl ordini

Pdl Bianconi Bianconi pdl ordini