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Pronto soccorso. Competenze e responsabilità dopo le nuove linee guida sul triage

Pubblicato su Quotidiano sanità

La Conferenza Stato Regioni ha approvato tre atti normativi riguardanti l’organizzazione dei dipartimenti di emergenza  denominati “linee di indirizzo nazionale” riguardanti l’osservazione breve intensiva (OBI), il triage intraospedaliero e la gestione del  sovraffollamento del pronto soccorso.
I tre documenti – in particolare il secondo e il terzo – estendono taluni modelli organizzativi già consolidati in una serie di regioni, con il dichiarato intento di implementare tali modelli su scala nazionale.
Negli ultimi decenni vi è stata una costante attenzione alle problematiche del dipartimento di emergenza e, in particolare, al pronto soccorso e si sono succeduti una serie di atti normativi della Conferenza Stato Regioni generalmente denominati “linee guida”. Questa volta i tre documenti portano la nuova denominazione di “linee di indirizzo”. Continua

Cassazione. Confermata condanna per omicidio colposo a infermiere che aveva dato un codice verde anziché giallo al pronto soccorso

Pubblicata su Quotidiano sanità in data odierna.

Premessa
Ennesima sentenza della Cassazione (IV sezione penale, sentenza 10 aprile 2017, n. 18100) di riconoscimento di responsabilità inerente l’operato di un infermiere al triage del pronto soccorso dove viene in essere, ancora una volta, la sottovalutazione del codice di triage – verde in luogo di giallo – e di tutto quello che ne consegue in seguito alla sottovalutazione del codice colore.
Il paziente decede in seguito al mancato trattamento al pronto soccorso.
Questa volta troviamo un elemento di novità relativo a una ulteriore sottovalutazione che risulta nuova rispetto ai precedenti: la sottovalutazione della familiarità risultante dall’anamnesi.

Continua

L’obbligo del medico di visitare il paziente al pronto soccorso secondo la Cassazione

triagePubblicato in data odierna su Quotidiano sanità con il titolo “Cassazione.Il medico del pronto soccorso è comunque obbligato a visitare il paziente. A prescindere dalle sue condizioni di salute http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=44077

La Corte di cassazione – VI sezione penale, sentenza 5 luglio 2016 (depositata il 29 settembre), n. 40753 – interviene sulla problematica relativa al diritto del paziente all’interno di un pronto soccorso di essere visitato e dell’obbligo del medico di visitarlo approfondendo i rapporti tra il triage e la prestazione di pronto soccorso vera e propria. In altre parole potremo domandarci se un paziente, una volta effettuato il triage, possa vedersi differita la prestazione per decisione discrezionale del medico di pronto soccorso non impegnato in altre urgenze.
Procediamo per gradi analizzando prima la vicenda processuale e andando poi al relativo commento.

Il fatto e la vicenda processuale
Una signora si presenta al pronto soccorso alle 4,30 del mattino lamentando un dolore al braccio sinistro con un intensità pari a 9 (nella scala da 1 a 10) a seguito di una caduta accidentale. L’infermiera del triage gli attribuisce un codice verde.
La stessa infermiera chiama il medico – è un piccolo pronto soccorso – che si era recato a riposare. Il medico risponde dando indicazione verbale di somministrazione di un antidolorifico, ritiene di non procedere a visita e demanda all’infermiera la comunicazione con la paziente chiedendogli di rimanere al pronto soccorso fino alle ore otto per effettuare controlli radiografici. In quel momento al pronto soccorso non c’erano altri pazienti e il medico di guardia aveva terminato l’ultima visita alle ore 3.
La paziente torna a casa e si ripresenta alle ore otto in pronto soccorso dove viene visitata da altro medico e alle ore 10 le veniva eseguita la radiografia con la quale gli veniva diagnosticata una frattura scomposta dell’omero sinistro. Il giorno successivo veniva operata.
Nei primi due gradi di giudizio il medico viene condannato per rifiuto di atti d’ufficio. Continua a leggere o scarica l’articolo in pdf Medico rifiuto di atti d’ufficio BENCI Continua

Una sentenza della cassazione sul triage di pronto soccorso affronta il problema del rapporto tra iperafflusso dei pazienti e doverosità della condotta

pronto soccorsoPubblicato mercoledì 8 aprile da Quotidiano sanità con il titolo: “Cassazione. Annullata assoluzione per due infermieri accusati per decesso di un paziente in Pronto Soccorso. Era morto per infarto in attesa di essere visitato. Processo da rifare”   

http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=27086

Il fatto. Paziente entra al pronto soccorso con dolore toracico a cui viene assegnato un codice verde. Il paziente non viene monitorato e non viene rivalutato. Dopo circa sei ore dall’ingresso il paziente si “accascia improvvisamente” per arresto cardiaco in sala di attesa. Viene immediatamente sottoposto a angioplastica coronarica ma decede per successive complicanze.

Il Tribunale di Milano condanna entrambi per omicidio colposo: il primo per una sottovalutazione del paziente con conseguente errato codice e il secondo solo per la mancata rivalutazione del paziente. Per i giudici milanesi in relazione alla sintomatologia e all’età del paziente il codice più corretto sarebbe stato il giallo con conseguente accelerazione del trattamento. Dato che il paziente era arrivato – come è stato successivamente dimostrato – con un infarto in corso, iniziato 6-8 ore prima, una diagnosi tempestiva avrebbe permesso lo stesso intervento di angioplastica con risultati diversi. Di conseguenza è stato riconosciuto il nesso di causalità tra il comportamento omissivo e l’evento. L’altro comportamento contestato, sempre di carattere omissivo, era relativo alla mancata rivalutazione del paziente che per protocollo doveva essere rivalutato ogni 30-60 minuti. Continua