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Decreto vaccini: la prova muscolare del Governo

Pubblicato in data odierna su Quotidiano sanità con il titolo Non è un problema di “no vax”. Vaccinazioni sacrosante ma questo decreto non è lo strumento giusto

Premessa
E’ stato pubblicato, dopo una lunga gestazione, il discusso decreto legge 7 giugno 2017, n. 73 “Disposizioni urgenti in materia vaccinale”.
La questione che si pone in merito al decreto vaccini e al suo dibattito non è, quanto meno per chi scrive, relativa al merito sulla scientificità della pratica vaccinale, che diamo per scontata, quanto sulla idoneità di un decreto impositivo dell’obbligo e sulla sua capacità a produrre gli sperati effetti legati all’aumento della copertura vaccinale.
La questione quindi non è scientifica, bensì giuridica con forti riflessi di opportunità politica.
Nel dibattito pubblico sui vaccini e sul loro regime di obbligatorietà si è posto in queste settimane più volte il problema se siano lecite alcune misure di coercizione e di obbligo e se esse siano compatibili con il dettato costituzionale.
Come è noto l’articolo 32 della Costituzione stabilisce, dopo avere precisato che la “Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario obbligatorio se non per disposizione di legge”. Continua

La confusione nel dibattito sulle vaccinazioni. Una nuova obbligatorietà o una nuova politica?

Pubblicato in data odierna su Quotidiano Sanità

Il dibattito sulle vaccinazioni e sul loro regime giuridico – obbligatorie e raccomandate – è esploso in questi mesi.
La discussione se la salute possa o debba essere o meno imposta dallo Stato è di antica data e fa riferimento all’articolo 32 della Costituzione.
Come è noto, la Costituzione prevede la volontarietà implicita dei trattamenti sanitari, riservando l’obbligatorietà solo in caso di previsione legislativa (c.d. riserva di legge)
I trattamenti sanitari diventano obbligatori, quindi, solo se sussiste l’interesse collettivo nei casi determinati dalla legge.
Per imporre a qualcuno un trattamento – o un accertamento sanitario – deve, dunque, esserci un atto di legge, il quale però deve comunque avere alcuni precisi presupposti e limiti. Continua